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Covid, Dpcm al vaglio del Cts: coprifuoco e chiusure mirate

Stop agli spostamenti nelle aree a rischio tre e quattro

È in corso la riunione del Governo con le Regioni per l’approvazione del nuovo Dpcm, che sarà vagliato poi dal Comitato tecnico scientifico. Tra le misure che dovrebbero essere varate c’è l’istituzione del coprifuoco dalle 22 alle 5 e il divieto di spostamento nelle aree a rischio indicate dall’Istituto Superiore di Sanità come tre e quattro.

Secondo quanto emerso dalla riunione, nelle ore notturne tra le 10 di sera e le cinque di mattina dovrebbero essere consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità e da motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutti, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per le stesse esigenze già viste o per svolgere attività e usufruire di servizi non sospesi.

Gli spostamenti durante il giorno invece non sono assolutamente vietati se non nelle aree con scenari tre e quattro, quelle indicate come maggiormente a rischio. In questi territori è vietato ogni spostamento in entrata o in uscita dai territori, una misura che può essere adottata sia in tutta la Regione sia in una sola parte di essa. Nelle zone che rientrano in scenario quattro, sono vietati anche gli spostamenti a livello comunale e provinciale.

Nelle zone a massimo rischio sono sospese anche le attività dei negozi e mercati, fatta eccezione per quelle che vendono generi alimentari. Fermi anche i mercati, tutte le attività di bar e ristorazione salvo la consegna a domicilio, mentre l’asporto rimane consentito fino alle 22. Le attività sportive rimangono vietate, ad eccezione di quelle svolte all’aperto e in forma individuale e dell’attività motoria fatta in prossimità della propria abitazione e con l’obbligo di mascherina. Nei circoli sportivi rimasti aperti è vietato l’uso degli spogliatoi.

Per le aree ad alto rischio ma inserite nelle zone arancioni restano invece aperti i negozi ma chiudono bar e ristoranti. Resta vietato però, anche per i territori arancioni, lo spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza salvo esigenze di lavoro, studio, salute e necessità. Nelle zone rosse stop anche ai musei e alle mostre.

Per quanto riguarda la didattica, alle superiori si passa alla Dad al 1005. Invece l’attività educativa e didattica per il primo ciclo di istruzione e per l’infanzia può continuare a essere svolta in presenza con uso obbligatorio di mascherine, anche quando i bambini sono seduti al banco. Obbligo quest’ultimo che non include i bambini di età inferiore ai 6 anni e i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

La verifica del ministero della Salute dei presupposti che pongono una Regione nello scenario tre, arancione, o quattro, rosso, avverrà con frequenza almeno settimanale. Le ordinanze saranno efficaci per un periodo minimo di 15 giorni e non oltre la data di efficacia del decreto.

Incentivato lo smart working nella Pubblica Amministrazione e nel settore privato, con ingressi differenziati del personale. Sarà compito di ciascun dirigente garantire il massimo livello di lavoro agile. È prevista la sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari o in modalità telematica o in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto. Sono esclusi i concorsi per il personale sanitario.

Il tentativo che si sta facendo è non paralizzare il Paese: «non sarà un lockdown rigido, ma simile al modello tedesco, un lockdown light – ha spiegato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa su Rai Radio1 a Radio anch’ioè abbastanza complicato cercare di fare una misura sartoriale basata su zone».

A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale sarà consentito un riempimento non superiore al 50%, ad esclusione dei pullman adibiti al trasporto scolastico.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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