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La Disney è ancora in perdita ma lo streaming si fa valere

Resta pesante l’impatto della pandemia sui parchi tematici e gli Studios cinematografici ma il Covid permette anche allo streaming di fare 73 milioni di abbonati paganti

Resta pesante l’impatto della pandemia sui parchi tematici e lo dimostrano i dati della Disney che ha riportato il secondo trimestre consecutivo in perdita, con un passivo di 710 milioni di dollari accompagnato da un calo del fatturato del 23% a 14,7 miliardi.

La grande piaga rimane la divisione dei parchi tematici dove le entrate sono cadute finora del 61% a causa delle restrizioni dovuto al Covid. Ed i mancati incassi hanno avuto un risvolto negativo anche sul fronte occupazionale. Negli ultimi mesi la società è stata costretta ad eliminato 28.000 posti di lavoro solo nei parchi, bloccati dalla pandemia. Ha effettuato altre centinaia di tagli nelle attività televisive e di produzione cinematografica. Gli Studios hanno sofferto infatti un declino delle entrate del 52% e una flessione del 61% nei profitti. I canali via cavo hanno risentito di un declino del giro d’affari dell’11% e dei profitti del 7%.

Dall’altro canto invece sempre il Covid e le quarantene forzate hanno fatto volare lo streaming. Soprattutto, il servizio streaming Disney+ si è fatto valere: ha annunciato di aver raggiunto, a inizio ottobre, i 73,7 milioni di abbonati a pagamento su scala globale, contro i circa 60 milioni in agosto. Forte è stata anche la performance di Espn+, specializzata nello streaming di eventi sportivi, con 10,3 milioni di utenti, e di Hulu, altro servizio digitale di film e spettacoli, con 36,6 milioni di consumatori paganti . L’intera divisione ha visto il fatturato lievitare del 41% a 4,9 miliardi, anche se è rimasta in rosso di 580 milioni a causa degli elevati costi e investimenti in particolare per lo sviluppo di Disney+.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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