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RCEP: l’accordo commerciale con la Cina cambia gli equilibri economici

Il messaggio diplomatico è tanto forte quanto quello economico

Lo scorso fine settimana la Cina e altri 14 Paesi dell’Asia pacifica hanno firmato il più grande accordo commerciale esistente al mondo: il Regional Comprehensive Economic Partnership. Benché, secondo gli analisti, i benefici economici ci metteranno qualche anno a concretizzarsi, il messaggio diplomatico lanciato dall’Oriente potrebbe essere importante quanto quello monetario.

«È un colpo di stato per la Cina», hanno spiegato gli analisti di Citi Research, parlando di vittoria geopolitica, e con l’esclusione degli Stati Uniti e le tensioni internazionali che ci sono state negli ultimi anni sotto l’amministrazione Trump, la firma del RCEP mostra che la Cina, e in generale l’Asia orientale, riconosce i vantaggi di una più profonda integrazione commerciale.

Il mega accordo ora pone le basi per una cooperazione anche tra i Paesi che non hanno accordi commerciali pre-esistenti, come Cina e Giappone, che sono rispettivamente la seconda e la terza economia mondiale. Questo potrebbe limitare fortemente la potenza americana in questi territori.

La firma del RCEP dimostra che la Cina sta lavorando su due fronti, non solo rivolta all’interno con la strategia di doppia circolazione.

Rimane da capire se l’India, che si è ritirata lo scorso anno, è disposta a tornare. Il motivo del diniego è dovuto alla preoccupazione che l’accordo causi un’ondata di importazioni a basso prezzo che danneggerebbero i produttori indiani. Anche se il 16esimo Paese non si dovesse aggiungere, comunque, le attuali 15 economie partecipanti cresceranno finoa rappresentare il 50% della produzione globale entro il 2030, secondo un rapporto di HSBC.

Bisognerà vedere se la nuova amministrazione Biden negozierà accordi commerciali di simile o eguale impatto.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA

LEGGI ANCHE: Accordo commerciale tra Cina e 14 Paesi, vale 30% del Pil globale

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