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Effetto Covid, la dieta degli italiani influenzata dalla pandemia

Il cibo che diventa vaccino con cibi freschi, frutta e verdura

Dopo il primo lockdown sono stati moltissimi gli italiani che hanno modificato il proprio stile alimentare: quattro su dieci, mentre 6 su 10 hanno dichiarato di privilegiare un regime nutrizionale salutare, con cibi freschi, molta frutta e verdura, legumi e proteine.

Sono i dati di una ricerca dell’Osservatorio Waste Watcher realizzata in occasione dei 10 anni della proclamazione della Dieta Mediterranea come patrimonio immateriale dell’Unesco.

Grazie a quanto stabilito dall’Osservatorio si evince con chiarezza che c’è stato un effetto Covid anche sulla dieta degli italiani: il 43,5% ha dichiarato di aver acquistato più verdure fresche, il 43,1% più frutta fresca, il 36,8% più legumi. Altissima la percentuale di consumatori che ha comprato più farina e lievito, il 60,3%.

Per il 27% degli intervistati scegliere attentamente l’alimentazione proteica è fondamentale per affrontare le difficoltà del 2020, ma c’è anche un 33% che guarda ai cibi confortevoli come dolci e cioccolata come fondamentali per smorzare l’ansia del periodo e ritrovare momenti di gratificazione.

Se è vero che la reclusione ha forse fatto mangiare di più gli italiani corsi a rifornirsi di lievito al supermercato, è altrettanto vero che la quarantena ha introdotto buone pratiche nella pianificazione dell’acquisto, gestione e fruizione del cibo, con un’ottima percentuale di riduzione dello spreco. Un italiano su due infatti dichiara di sprecare meno adesso, soprattutto appunto farina e lievito, ma anche avanzi di pasti precedenti, carni rosse e bianche e latte.

Gli italiani passano più tempo in cucina: il 58,6% degli intervistati cucina di più e con più attenzione: il pesce attira più della carne con il 38% di utilizzo ai fornelli, calano i prodotti pronti di gastronomia e solo uno su cinque usa il take away.

Il 18% dei consumatori dichiara di essere più selettivo nella qualità del cibo acquistato, il 9% compra online anche i prodotti alimentari, uno su dieci ha riscoperto i negozi al dettaglio e il 47,2% ha re-introdotto la lista della spesa.

Alimentarsi in modo sano costa meno: 7,28 euro a persona in meno nello specifico, con un carrello settimanale che si alleggerisce notevolmente soprattutto per le famiglie numerose. «Una dieta sostenibile dovrebbe garantire la sicurezza alimentare, promuovere stili di vita sani, evitare perdite e sprechi alimentari, contribuire alla riduzione degli impatti ambientali e al miglioramento del benessere delle generazioni attuali e future – ha spiegato Andrea Segré, fondatore Last Minute Market e campagna Spreco Zerola dieta mediterranea va in questa direzione».

di: Micaela FERRARO

FOTO: AGI

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