
Il premier sul periodo natalizio: “richiede misure ad hoc”. Azzolina: “non immaginabile strade affollate al pomeriggio e scuole chiuse la mattina”
Giuseppe Conte interviene sul Natale e sulle speranze degli italiani per questo periodo, sia a livello economico sia a livello sociale: «sappiamo quanto vale il Natale – assicura – abbiamo stanziato due miliardi aggiuntivi ed è previsto uno scostamento di 8 miliardi, abbiamo messo sul tavolo consistenti ristori».
Specifica però che il Paese non può permettersi di ripetere gli errori di Ferragosto, perché se venissero consentite tutte le occasioni di socialità si andrebbe rapidamente incontro a una terza ondata pandemica. «Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile – spiega, unendosi a quanto già detto dal ministro Boccia – non è possibile consentire vacanze sulla neve» (leggi qui).
Tuttavia il premier anticipa che ci sarà un allentamento delle restrizioni almeno per quanto riguarda lo spostamento tra le Regioni: «ci stiamo lavorando – assicura, e poi aggiunge – se continuiamo così, a fine mese non avremo più zone rosse».
Per quanto riguarda il Recovery Fund, Conte spiega che il Consiglio europeo di dicembre sarà decisivo: «c’è un problema, un veto politico di Polonia e Ungheria – ammette – ma c’è grande senso di responsabilità e confido che i Paesi che hanno posto il veto sullo Stato di diritto rivedano la posizione. È giusto perché altrimenti danneggeranno le loro stesse economie».
Il premier parla anche dei grandi esclusi del decreto Ristori, profondamente colpiti dalle misure restrittive e dalla crisi economica. «dobbiamo intervenire per la cultura, lo spettacolo e il turismo e interverremo anche per partite Iva e autonomi. Lo scostamento che abbiamo chiesto è dedicato a loro».
E sulla didattica interviene la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: «non possiamo immaginare a dicembre di avere strade affollate il pomeriggio e scuole superiori chiuse la mattina – ha detto – si è chiesto di fare un sacrificio e la scuola ha dato una mano ma mi auguro che sia una parentesi brevissima. Gli studenti hanno diritto di stare il più possibile a scuola».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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