
Lombardia, Piemonte e Calabria passano ad arancioni, Liguria e Sicilia tornano gialle
La nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza ha modificato la zona di inserimento di cinque Regioni italiane: Lombardia, Piemonte e la Calabria che finalmente ha un nuovo commissario alla Sanità, Guido Longo, lasciano la zona rossa e tornano a respirare in arancione. Liguria e Sicilia invece abbandonano l’arancione e tornano in gialla, con la fine della restrizione per gli spostamenti tra Comuni. L’annuncio era stato dato venerdì (leggi qui).
In zona arancione i ristoranti e i bar rimangono chiusi ma i negozi possono riaprire, la didattica torna in presenza con eccezione delle scuole superiori che permangono a distanza. È prevista la circolazione all’interno del proprio Comune di residenza ma non si può uscire per raggiungere altri Comuni ed è vietato entrare o uscire dalla Regione.
In zona gialla invece i ristoranti e i bar possono riaprire fino alle 18, i negozi rimangono aperti fino al consueto orario di chiusura. I centri di commerciali permangono chiusi nel week end ed è possibile spostarsi sia all’interno della propria Regione tra Comuni diversi sia da una Regione all’altra, purché gialla anche la Regione di arrivo.
Le decisioni sono state prese sulla base dell’indice Rt, che indica la trasmissibilità del virus, appena sopra la soglia di sicurezza dell’uno ma con valori medi fino all’1,25 nella maggior parte delle zone italiane.
Restano in zona rossa la Valle d’Aosta, nonostante le proteste del governatore (ne abbiamo parlato qui), la Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Abruzzo e Campania. Arancioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Basilicata e Puglia e gialle Veneto, Provincia autonoma di Trento, Lazio, Molise e Sardegna.
«Grazie ai sacrifici dei lombardi ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali – ha detto il governatore della Lombardia Fontana, specificando però: – questo non significa un liberi tutti».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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