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Il Dpcm di Natale scalda i motori. Cosa ci attende?

L’orientamento del Governo è quello di blindare l’Italia: impianti sciistici chiusi, niente spostamenti tra Regioni e scuole chiuse fino al 7 gennaio

Sarà il divieto di assembramento il principio cardine sul quale Il Governo incentrerà il nuovo Dpcm che prenderà il posto di quello in scadenza il 3 dicembre, per “traghettarci” fino al periodo natalizio e poi al nuovo anno, che, si spera, ci permetterà pian piano di riappropriarci delle nostre vite restituendoci quella normalità che non assaporiamo da mesi.

Il Governo con il nuovo provvedimento, che secondo quanto si apprende potrebbe durare fino al prossimo 10 gennaio, sarebbe orientato a blindare le Alpi. Le Regioni si sono interrogate sulla possibile chiusura dei confini nazionali per evitare che i nostri connazionali vadano a sciare in Svizzera, Slovenia o Austria. Lo ha affermato il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti al termine della Conferenza delle Regioni di ieri (ne abbiamo parlato qui). E proprio questo è motivo di discussione oggi nell’incontro tra il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, quello della Salute, Roberto Speranza, il commissario Domenico Arcuri e il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. 

Da un primo confronto intanto è emerso che il coprifuoco resta alle 22 anche a Natale e a Capodanno, bar e ristoranti chiuderanno invece alle 18 come adesso, nelle Regioni gialle. Tutte diventare diventare tali entro le festività.

Dalla Conferenza è arrivato, inoltre, l’invito al Governo ad autorizzare gli spostamenti interregionali tra zone con lo stesso colore, anche se l’intenzione di palazzo Chigi sembra essere quella di vietare ogni tipo di pendolarismo dal 20 dicembre fino alla Befana.

Il Governo si è impegnato con le Regioni a ristorare le perdite degli albergatori, ma la proposta di mediazione con cui Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Province autonome di Bolzano e Trento volevano evitare il tracollo del settore sarà respinta. Tale norma prevedeva la possibilità di aprire gli impianti di risalita delle piste da sci per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case (guarda qui) ma pare che Conte abbia già detto di no.

Insomma, a quando pare l’orientamento è quello di blindare l’Italia in vista delle prossime festività ed evitare quel liberi tutti di questa estate che ha contribuito non poco ad una nuova impennata dei contagi. Cosa aspettarci? impianti sciistici chiusi, niente spostamenti tra Regioni e scuole chiuse fino al 7 gennaio. Ma aspettiamo di sentire cosa dirà Conte nella sua consueta conferenza stampa. Tanto manca davvero pochissimo.

di: Maria Lucia PANUCCI

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