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Npl, l’Abi mette in guardia: “Le regole europee sui crediti deteriorati rischiano di avere un impatto negativo sull’economia”

“Servono subito modifiche per adattarle al contesto che stiamo vivendo”

Le regole europee sui crediti deteriorati rischiano di avere un impatto molto negativo sull’economia italiana. Lo sostiene il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, in un’audizione nella commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario. Secondo lui “l’imminente applicazione di alcuni elementi della disciplina europea in materia di Npl così come modificata negli ultimi anni in un contesto completamente diverso da quello attuale, rischia di avere gravi conseguenze sul tessuto economico dell’Italia, limitando fortemente la possibilità per le banche di offrire all’economia l’indispensabile sostegno per uscire dalla crisi e compromettendo irrimediabilmente la situazione finanziaria di clienti che si trovino a versare in difficoltà, anche solo temporanea”. «Nella prima fase della pandemia – ha spiegato il dg di Palazzo Altieri – le istituzioni europee e nazionali hanno positivamente messo in atto una serie di misure utili ad affrontare l’emergenza. Restano però una serie di criticità nel quadro regolamentare bancario europeo, che vanno affrontate per evitare una restrizione dell’offerta di credito, assolutamente deleteria nel contesto attuale, e impatti sociali sulle famiglie e sulle imprese».

Le nuove norme prevedono la svalutazione automatica nei bilanci bancari dei crediti in default, definiti tali dopo 90 giorni di ritardo di pagamento per un ammontare pari a 100 euro per le persone fisiche e 500 euro per le imprese. Sabatini ha evidenziato inoltre che con le nuove regole se un finanziamento è dichiarato in default, questo provoca “generalmente una riclassificazione in default di tutti i finanziamenti riferibili allo stesso cliente presso la banca“.

Per Sabatini servono subito delle modifiche e adattamenti temporanei “che consentano alle banche di offrire il massimo supporto all’economia reale nel momento in cui questa è la condizione per la tenuta del tessuto produttivo”. Sulla stessa linea critica anche la presidente della Commissione d’inchiesta sulle banche Carla Ruocco, che ha detto: «É necessario avviare un dialogo a livello UE per rivedere la regolamentazione e le norme attuative in materia di sofferenze bancarie. Occorre un reale cambio di passo nella gestione delle sofferenze per permettere ed incoraggiare le banche, soprattutto nell’attuale fase economica, ad accompagnare le imprese e le famiglie in un percorso di ristrutturazione delle relative posizioni».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ASKANEWS

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