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Npl, ecco la proposta dell’Ue: creare bad bank nazionali per lo smaltimento dei crediti deteriorati

Sarebbero coordinate in una rete. No alla bad bank Ue perché è complicata e costosa

Creare una rete di bad bank nazionali, gestite dai singoli Paesi, per aiutare le banche dell’Unione a liberarsi del macigno dei crediti deteriorati legati alla crisi scatenata dalla pandemia del Coronavirus. E’ questo in sintesi il piano sullo smaltimento degli Npl presentato oggi dalla Commissione europea.

Questa rete servirebbe a “scambiarsi best practices”, sostenere standard comuni su trasparenza e dati e “coordinare meglio” le azioni delle autorità in questo ambito.

Niente bad bank europea quindi, perché secondo le documentazioni presentate da Bruxelles sarebbe troppo complicato e forse troppo costoso crearla. Si ripiega così su quello che era stato suggerito come una sorta di “Piano B” dalla Vigilanza Bce sulle banche, guidata dall’italiano Andrea Enria.

Oltre a questa spinta verso band bank nazionali, eventualmente coordinate in una rete europea, la proposta dell’Ue, che giunge dopo mesi di gestazione, prevede altri tre aspetti chiave. Il primo è quello di sviluppare ulteriormente mercati dove poter cedere prestiti bancari in affanno: questo consentirebbe alle banche di smaltire Npl tutelando meglio gli investitori.

Il secondo aspetto chiave della proposta è rappresentato dalla necessità di riformare e armonizzare le diverse normative nazionali in tema di procedure fallimentari. «Aumenterebbe la certezza del diritto e velocizzerebbe il recupero di valore, sia a beneficio dei creditori che dei debitori», dice l’Ue.

L’ultimo punto riguarda “misure precauzionali”. Posto che il sistema bancario, grazie ai progressi degli anni scorsi, è in una posizione migliore di quella in cui si trovata a seguito della passata crisi finanziaria, date le particolari circostanze dell’attuale crisi pandemica “le autorità nazionali hanno la possibilità di attuare mire precauzionali, quando necessario, per assicurare il continuo afflusso di finanziamenti all’economia reale”.

Più che smaltire futuri crediti deteriorati, l’idea della Commissione sarebbe quella di prevenire un loro aumento. «Molte imprese e molte famiglie sono finite sotto forti pressioni a causa della pandemia. Assicurarsi che continuino a ricever supporto dalle loro banche è una priorità. Oggi presentiamo un insieme di misure che, assicurando la protezione dei debitori, possono aiutare a prevenire un aumento degli NPL simile a quello avvenuto dopo l’ultima crisi finanziaria», ha infatti detto la Commissaria Ue ai servizi finanziari Ue, Mairead McGuinness.

di: Maria Lucia PANUCCI

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