
Lo studio di Mastercard sul contributo socio-economico femminile a livello globale
Si chiama Mastercard Index of Women Entrepreneurs, ed è lo studio di Mastercard che, grazie ai dati resi disponibili dalle organizzazioni internazionali tra cui l’Ocse e l’Organizzazione internazionale del lavoro, mette in evidenza il contributo socio-economico delle donne imprenditrici e le eccellenze femminili in tutto il mondo.
L’indice redatto da Mastercard individua i Paesi in cui i progressi lavorativi delle donne hanno raggiunto le percentuali più alte. In cima alla classifica c’è Israele, mentre al secondo posto si inseriscono gli Stati Uniti e a chiusura del podio la Svizzera, che passa dall’undicesima posizione del 2019 alla terza del 2020 con un risultato sorprendente. Impietosa la classifica per l’Italia, che nei 58 Paesi che sono stati esaminati occupa il 42esimo posto (leggi qui).
La situazione italiana mette in luce il profondo divario di genere del Paese, che si avverte sia per quanto riguarda l’occupazione, sia l’inclusione finanziaria, sia infine le opportunità accademiche. Tuttavia è cresciuta la percezione culturale della donna come imprenditrice e figura leader dell’impresa, e questo, accompagnato dalle nuove iniziative normative e legislative per tutelare la maternità e il lavoro femminile, è sintomo di un cambiamento di rotta (guarda anche qui).
Il covid ha rappresentato una battuta d’arresto per l’imprenditoria in generale e per quella femminile in particolare. Tuttavia ha rappresentato anche un’opportunità, grazie alla quale le donne hanno potuto dimostrare di poter prendere il comando, come Angela Merkel, di avere una spiccata capacità di adattamento e di abbattere le barriere esistenti favorendo la parità di genere nel mondo del lavoro, basti pensare all’innovazione dello smart working.
L’indice di Mastercard ha messo in evidenza un altro punto fondamentale: è necessario inaugurare nuove politiche di genere per ridimensionare il livello della diseguaglianza retributiva tra uomo e donna che oggi tocca i 172 trilioni di dollari.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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