
I problemi nella catena del freddo necessaria alla conservazione del vaccino prodotto da Pfizer-BioNTech bloccano la Regione
In 6 località bavaresi, nel sud della Germania, il Vax Day non è partito a causa dei problemi che si sono registrati nella cosiddetta catena del freddo, che serve a garantire che i vaccini prodotti da Pfizer-BioNTech rimangano alla temperatura necessaria alla conservazione in ogni momento del trasporto prima della somministrazione.
«Durante la lettura dei registratori di temperatura – hanno spiegato le autorità locali di Lichtenfels, Coburg, Kronach, Hof, Wunsiedel e Kumlback – che erano racchiusi nelle celle frigorifere sono sorti dubbi sulla conformità ai requisiti della catena del freddo». Benché un portavoce di BioNTech abbia analizzato i dati e confermato che il vaccino rimane sicuro perché le variazioni delle temperature registrate non hanno influito sulla qualità, le autorità hanno ritenuto più sicuro rimandarne la somministrazione.
L’anello debole della catena apparentemente si è verificato intorno a Lichtenfels, dove i vaccini sono arrivati in un contenitore frigorifero che a tratti segnava una temperatura superiore a quella stabilita come necessaria, ovvero -70 gradi. Il vaccino viene conservato in contenitori refrigerati progettati appositamente e riempiti di ghiaccio secco tramite cui essere spedito ai centri di distribuzione, dove deve essere conservato infine a 8 gradi celsius. Per garantire questa catena i contenitori progettati da Pfizer sono dotati di localizzatori Gps in modo che sia possibile intervenire in tempo reale, come accaduto in questo caso, quando il personale medico bavarese si è reso conto che la temperatura in una scatola refrigerata era salita a 15 gradi.
Le dosi bloccate sono in tutto mille. Non sono state colpite dai medesimi problemi le località vicine di Bamberg, Bayreuth e Forchheim.
di: Micaela FERRARO
FOTO: AGI
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