
Il premier rinnova la sua richiesta di fiducia a chi ha vocazione europeista
Dopo la richiesta di fiducia avanzata questa mattina dal premier Giuseppe Conte (ne abbiamo parlato qui), e la discussione che ne è seguita, questo pomeriggio Conte ha risposto alle repliche in parlamento, rinnovando il suo personale appello a chi ha una vocazione europeista. «Il mio è un appello molto chiaro e nitido – ha detto – c’è un progetto politico ben preciso e articolato che mira a rendere il Paese più moderno e a completare tante riforme e interventi già messi in cantiere».
Il premier ha spiegato che ritiene necessario lavorare con chi si può definire europeista perché l’Italia ha una forte sintonia con la Commissione Europea ed è necessario continuare su questa strada, anche a livello internazionale. Conte cita infatti una telefonata che definisce “calorosa” con Joe Biden, il 46esimo presidente degli Usa, con cui si dice pronto a lavorare dal 20 gennaio in avanti, con la condivisione di un’agenda improntata al multilateralismo. «La democrazia va difesa con i fatti e non le parole. Chi si riconosce nel progetto può dare una mano e un contributo di idee – ha dichiarato – è un’ora grave, dalle vostre scelte dipende il futuro del Paese per costruire un futuro migliore alla luce del sole».
Per quanto riguarda il nodo sui ristori, Conte ha sottolineato che purtroppo non possono compensare tutte le perdite, ed è innegabile che la pandemia abbia accentuato le disuguaglianze. «Siamo consapevoli che occorrono risorse più cospicue – ha sottolineato – sarà il parlamento a migliorare il provvedimento». Il premier ritiene incoraggiante la cifra di 16,1 milioni di cittadini che ad oggi hanno ottenuto Spid, mentre prima delle iniziative del Governo erano solo quattro milioni.
Parole che scaldano l’atmosfera per quanto riguarda il sud Italia: «è in cima all’agenda politica del Governo – ha detto Conte – stiamo concentrando degli investimenti al sud nell’ambito del Recovery Plan per circa il 50% se consideriamo tutti i progetti che si dispiegano in modo trasversale».
Inoltre, il premier interviene sul problema del terremoto del centro Italia, su cui, spiega, c’è stata una svolta: «nel 2020 la ricostruzione ha avuto una forte accelerazione. Le domande presentate e approvate sono aumentate del 60% rispetto al 2019. I contributi già approvati sono pari a 1,5 miliardi, quattromila famiglie hanno potuto far rientro a casa, abbiamo 3.250 cantieri aperti».
Il premier conclude rinnovando il suo appello alla fiducia: «pongo la fiducia sulla risoluzione di maggioranza», ha dichiarato.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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