
Le delegazioni della maggioranza hanno incontrato il presidente della Repubblica. Renzi: “ci dicano se vogliono coinvolgerci”, Zingaretti: “Conte punto di equilibrio”
La seconda giornata di consultazioni è entrata nel vivo, dopo una mattinata piuttosto piatta con gli interventi di partiti minori (leggi qui). Questo pomeriggio è salita al Colle una delegazione di Italia Viva composta dai capigruppo di Camera e Senato, Maria Elena Boschi e Davide Faraona, e da Matteo Renzi e Teresa Bellanova.
L’intervento di Italia Viva era tra i più attesi, e come era stato anticipato la delegazione di Matteo Renzi non ha presentato nomi a Mattarella per sostituire Giuseppe Conte, né ha posto veti per il momento benché fonti interne abbiamo parlato di un no del leader di partito a un mandato esplorativo al premier uscente, rimandando la decisione a un secondo momento: si è rimesso alla decisione della maggioranza, rendendo chiaro che, in caso le forze politiche uscenti volessero collaborare con Italia Viva sarebbe possibile trovare un accordo, altrimenti la soluzione potrebbe essere un Governo istituzionale. Ultima scelta le elezioni, perché si potrebbe perdere tempo prezioso. «La nostra proposta è quella di portare il Paese a una discussione vera, riguardo i 209 miliardi del recovery, che sono decisivi, fanno la differenza perché se spesi male faranno il debito cattivo di cui parla Mario Draghi, se spesi bene sono la soluzione alla crisi, c’è bisogno del Recovery Plan c’è bisogno del Next Generation Eu perciò andare alle elezioni sarebbe un errore, rischieremmo di perdere il sostegno europeo. Occorre un Governo e occorre al più presto – ha detto Renzi al termine dell’incontro con Mattarella – noi abbiamo dato la disponibilità al presidente della Repubblica per individuare le soluzioni più opportune, preferiamo un Governo di natura politica a un Governo di natura istituzionale ma siamo disponibili anche a questo qualora fosse l’ultima strada per evitare le elezioni. Prima di avventurarci sui nomi c è una domanda da dare e cioè qual è la maggioranza che lo può comporre. Vogliamo sapere dalle altre forze politiche se ritengono Italia Viva parte o non parte di una maggioranza. Attendiamo di capire se la valutazione delle altre forze politiche è quella di volerci coinvolgere».
Poi è stato il turno del Partito Democratico, il colloquio più breve della giornata, la cui delegazione ha confermato il proprio pieno sostegno a Giuseppe Conte. «Abbiamo indicato al presidente la decisione di sostenere l’ipotesi di un incarico per un nuovo Governo con il premier Conte – ha detto Nicola Zingaretti – che si è confermato un punto di equilibrio in Parlamento». Ha proseguito spiegando che i compiti del Governo sono chiari: combattere la pandemia, proseguire la campagna vaccinale, coinvolgere il Paese nella sfida del rilancio e attuare il Next Generation Eu. «Per la crescita, per il lavoro, per i giovani, per mettere in sicurezza e rilanciare il sistema scuola, università e ricerca e sanitario, varare una riforma per riorganizzare le politiche del lavoro e approvare riforme delle istituzioni che diano efficienza allo Stato, a cominciare da una nuova legge elettorale di stampo proporzionale. Reputiamo questa una sfida possibile e credibile che potrà chiamare a raccolta tutte le energie disponibili nel Parlamento».
Infine, la delegazione di Liberi e Uguali ha mostrato pieno appoggio ad un Conte ter e ha riposto piena fiducia nel capo dello Stato Sergio Mattarella: «se si mettono sul tavolo veti sulle persone non si agevola la soluzione della crisi – ha detto Federico Fornaro – occorre avere senso della responsabilità del limite e della realtà». Leu ha ribadito anche che le elezioni sono una possibilità, ma in questo caso l’ultima: «se ci si va, il sistema elettorale non è una variabile indipendente, sarebbe folle che gli attuali componenti della maggioranza andassero divisi: si darebbe un vantaggio competitivo alla destra non elevatissimo ma gravissimo».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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