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Cashback, tutto quello che c’è da sapere sui pagamenti contactless

PagoPa ha spiegato quando non vengono conteggiati

Il bonus cashback, inserito nel più ampio piano cashless per la diminuzione dell’uso dei contanti, è partito nella sua forma più ampia il primo gennaio scorso. Chi effettua in 6 mesi almeno 50 transazioni con strumenti di pagamento digitale precedentemente registrati sull’app Io potrà ricevere il 10% del rimborso delle spese sostenute fino a un massimo di 150 euro.

Tuttavia si sono verificate diverse situazioni anomale fin dalla partenza del programma, in particolare per quanto riguarda i pagamenti in contactless. Diversi contribuenti non si sono visti accreditare tutte le spese, e questo può essere dovuto a diversi problemi: il più diffuso è quello dei ritardi, perché il sistema gestito da PagoPA riceve le segnalazioni dai soggetti bancari che elaborano i pagamenti effettuati dai cittadini iscritti al programma e possono volerci alcuni giorni prima che possa essere validata un’operazione di pagamento.

Ci sono però anche altre casistiche: l’acquisto può essere escluso perché transitato su un circuito che non era stato attivato per la carta al momento della registrazione, per esempio nel caso delle carte che fanno sia bancomat sia carta di credito.

E poi naturalmente ci sono operazioni che non sono previste dal piano Cashless, perciò che non possono essere conteggiate nel cashback, oppure acquisti fatti con strumenti pur digitali che però non sono inclusi, come le app Apple Pay o Google Pay.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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