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Governi Draghi, oggi è la volta dei big. Sulla scuola c’è l’ipotesi di allungare i tempi fino all’estate

Gentiloni: “Con Draghi accadranno le cose giuste”. Berlusconi plaude alla svolta della Lega e accusa il M5s di infantilismo

Velocizzare il programma di vaccinazione anti Covid, intervenire sul lavoro, che è una vera e propria emergenza, tanto più in vista dello stop al blocco dei licenziamenti il 31 marzo, puntare sugli investimenti per le imprese muovendosi su due direttrici: turismo e infrastrutture. Infine, ma non ultima per importanza, la scuola, ipotizzando anche, dopo averne valutato la fattibilità, un prolungamento del calendario nei primi mesi estivi così da consentire agli studenti il recupero dei giorni persi a causa della pandemia e mettersi subito all’opera per organizzare a settembre l’avvio del nuovo anno scolastico con tutte le cattedre già assegnate.

Mario Draghi ha esposto ieri il suo programma alle forze minori nel secondo round di consultazioni, incassando ancora una volta i sì da parte delle forze minori, da Maie alle Autonomie (leggi qui).

Oggi è volta dei big. Draghi sta per incontrare a Montecitorio Leu, Italia Viva, FdI, Forza Italia, Pd, Lega e M5s che ha deciso di far votare il sostegno o meno sulla piattaforma Rousseau domani e giovedì. A ribadire il proprio no a Draghi è ancora Alessandro Di Battista, che però ha incassato un indiretto altolà di Luigi Di Maio che torna a rivendicare la rilevanza del M5s negli ultimi Governi e avvertendo che “nessuno riuscirà a dividere il movimento“. Domani, come promesso, il premier incaricato, si confronterà con i rappresentanti di sindacati, imprese e autonomie locali.

Nessun accenno, invece, ai tempi: quando scioglierà la riserva, quando è ipotizzabile il voto di fiducia in Parlamento. Non solo. Draghi delude chi si attendeva di avere una prima bozza della possibile futura squadra: nessun nome, solo la garanzia che sceglierà “i migliori“, nessun accenno di organigramma, né tantomeno anticipazioni sulla composizione, se saranno ministri tecnici, politici o, come appare sempre più probabile, un mix. L’unico riferimento più politico l’ex numero uno della Bce lo fa sulla maggioranza, che deve essere “solida“. Se il Governo dovesse essere interamente politico, la Lega è però pronta a reclamare un posto da ministro direttamente per Salvini. Una questione di “logica” per il capogruppo leghista a Montecitorio Riccardo Molinari.

Silvio Berlusconi apprezza la decisione della Lega di appoggiare la nascita di un Governo Draghi e pensa possa rappresentare una svolta per il partito guidato da Matteo Salvini. Quanto al M5s, la cui ala più ortodossa è in rivolta e non ritiene compatibile la loro presenza al Governo proprio con Fi, Berlusconi osserva: «Credo che dimostrazioni di infantilismo politico come queste non meritino neppure un commento. Spiegano il declino di quel Movimento», ha detto.

Intanto dall’Europa continuano ad arrivare apprezzamenti all’ex banchiere. «Sono sicuro che Draghi userà la sua straordinaria esperienza e la sua forte leadership per far accadere le cose giuste – ha detto Paolo Gentiloni, commissario Ue per l’economia in un’intervista al Financial Times online. – L’ex presidente della Bce conosce benissimo le difficoltà, le sfide inerenti a far avanzare le riforme in Italia»

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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