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La nuova frontiera delle fake news, i falsi bonus dal Natale alla tiroide

L’Inps ha pubblicato avvisi per smentire notizie false circolate su internet o app di messaggistica

I bonus inseriti nella legge di bilancio sono diversi (guarda qui) e proprio per la varietà di agevolazioni messe in campo dal Governo per sostenere imprese e famiglie nell’anno del covid, sono fiorite altrettante fake news su improbabili bonus, che circolano sul web e sulle app di messaggistica. Notizie fasulle che spesso diventano vere e proprie truffe.

Partendo da WhatsApp, per tutto dicembre gli utenti hanno dovuto fare i conti con un falso bonus Natale “Io resto a casa”, con allegato un link per ottenere 120 euro come incentivo per rimanere nelle proprie abitazioni: in realtà si trattava di una truffa, smentita dall’Inps in due diverse occasioni, perché tramite quel collegamento gli utenti venivano rimbalzati a un sito fasullo nel quale venivano richiesti dati personali, finanziari e codici di accesso che venivano rubati.

Altra notizia falsa è quella che riguarda un bonus funerario, che metteva a disposizione mille euro per le spese del funerale sostenute dalle famiglie che hanno perso un parente causa covid. Una cifra che sarebbe dovuta essere erogata dall’Inps e che non era reale.

Una delle più problematiche è stata la bufala sul bonus per la tiroide o il diabete: molti utenti hanno chiesto l’assegno mensile da 286 euro ma in realtà questo bonus non esiste affatto e l’importo fa riferimento all’assegno di invalidità civile che viene riconosciuto a coloro che hanno un grado d’invalidità pari o superiore al 74%.

Un altro tipo di truffa ha preso di mira i pensionati, ai quali tramite sms è stata chiesta conferma di dati anagrafici e bancari relativi alla propria posizione Inps. Non si è trattato dell’unico caso, via sms sono pervenuti anche degli inviti ad aggiornare la domanda covid o a installare un’app che poi portava un vero e proprio virus nel cellulare. Inoltre, si sono verificate diverse truffe telefoniche, con persone che si spacciavano per funzionari Inps, e addirittura falsi operatori dell’Istituto si sono presentati a casa delle persone con lo scopo di derubarle.

A seguito di tutti questi casi, l’Inps ha pubblicato sul suo sito un vademecum per segnalare i tentativi di frode e fornire consigli utili a evitare di cadere in queste trappole. La regola maestra è quella di controllare sempre sul sito ufficiale le informazioni sulle misure in vigore, ricordando che l’Inps non acquisisce né telefonicamente né via email ordinaria le coordinate bancarie o altri dati che permettano di risalire alle informazioni finanziarie importanti.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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