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Le Borse europee e Piazza Affari aprono in moderato rialzo. Preoccupano le varianti del Covid

Attenzione all’indicatore sul sentiment dei direttori di acquisto di Europa e Usa dopo che in Giappone è salito ai massimi da 22 mesi. Attesa per gli indici Pmi

Preoccupano le varianti del Covid ma le Borse europee provano a reagire ed aprono in moderato rialzo. Nei primi minuti di contrattazione l’indice Eurostoxx 50 sale dello 0,2%. A Francoforte il Dax segna un +0,3%, a Parigi il Cac40 guadagna lo 0,2% e a Londra l’indice Ftse100 è poco mosso con un +0,05%.

Piazza Affari tenta nuovamente in avvio di scacciare i recenti ribassi. L’indice Ftse Mib ha infatti iniziato la giornata in moderato rialzo, ma ora è scivolato in territorio negativo e mostra un -0,04% a 22.914 punti.

La stagione delle trimestrali torna protagonista a Piazza Affari. Ieri a mercati chiusi sono arrivati i risultati 2020 di Moncler, miglior titolo del Ftse Mib con un rialzo di quasi il 6%. Il gruppo guidato da Remo Ruffini ha archiviato l’esercizio 2020 i ricavi consolidati che sono scivolati a quota 1.440,4 milioni di euro (-11% a tassi di cambio costanti), mentre nel corso del quarto trimestre il fatturato è salito a 675,3 milioni (+8% a tassi di cambio costanti). Nel 2020 l’utile netto di Moncler ha evidenziato una flessione a 300,4 milioni dai 358,7 milioni del 2019. Sotto la lente anche i conti 2020 di Eni. Il titolo del big petrolifero italiano si posiziona nelle retrovie del Ftse Mib dopo avere chiuso il 2020 con una perdita di 8,56 miliardi di euro, con una perdita rettificata di 742 milioni. La società ha tuttavia confermato la proposta di dividendo per il 2020 di 0,36 euro per azione, di cui 0,12 euro versati in sede di acconto a settembre 2020. Si guarda anche al titolo Leonardo sospeso per eccesso di rialzo in scia ai rumors dell’Ipo della controllata americana Drs.

Ieri Wall Street ha chiuso in rosso con il Dow Jones che ha fatto -0,38%, l’S&P a -0,44% e il Nasdaq a -0,72%, dopo la lettura sotto le attese delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione Usa e l’outlook deludente di Walmart (guarda qui). E anche per oggi i future Usa segnalano un avvio negativo (Dow Jones -0,13%, S&P -0,04% e Nasdaq -0,03%). Intanto, il segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen ha difeso le dimensioni del pacchetto di aiuti da 1.900 miliardi di dollari del presidente Biden, dicendo in un’intervista alla Cnbc che spera che il provvedimento venga emanato nelle prossime settimane. Nel frattempo va giù pure l’Asia dove si salva soltanto Shanghai (+0,42%), mentre il Nikkei ha chiuso in calo dello 0,72% e Hong Kong ha ceduto lo 0,26%.

Il prezzo del petrolio è in ribasso: il Wti scende a 59,81 dollari (-1,17%), mentre il barile di Brent è quotato a 63,32 dollari (-0,95%). L’oro cede lo 0,30% a 1.769 dollari l’oncia. Nel valutario l’euro è in leggero rialzo sul dollaro: all’apertura dei principali mercati valutari del vecchio continente la moneta unica europea viene scambiata con il biglietto verde a 1,209, +0,05%. Il dollaro/yen cede lo 0,01% a 105,64, mentre il cross sterlina/dollaro tratta a un passo da 1,40 (1,398, +0,03%).

Sul fronte macro l’inflazione di gennaio in Giappone è scesa per il sesto mese di seguito a -0,6% su base annua (precedente -1,2% su base annua) e meno del consenso (-0,7%), mentre il pmi manifatturiero di febbraio preliminare è salito per la prima volta da 22 mesi (da aprile 2019) sopra quota 50, livello che indica espansione. Il dato sul sentiment dei direttori di acquisto delle aziende si è attestato a 50,6 dai 49,8 di gennaio, ed è stato anche il valore più elevato da dicembre 2018. 

In Australia nel mese di gennaio le vendite al dettaglio sono salite su base mensile dello 0,6%, peggio del rialzo +2% atteso dal consensus, ma in miglioramento rispetto al calo pari a -4,1% di dicembre.

Gli investitori guardano agli indici Pmi manifatturiero e servizi, che verranno diffusi nel corso della mattina nell’Eurozona e che dovrebbero confermare un leggero miglioramento nell’industria manifatturiera ma una continua contrazione dei servizi a causa delle restrizioni per la crisi sanitaria. Gli operatori dovranno anche reagire ai numerosi risultati societari, tra cui spiccano quelli di Renault, Danone e Allianz

di: Maria Lucia PANUCCI

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