
Lo studio Uilca: la crisi pesa con rettifiche e oneri straordinari. Banca Ifis: incremento del credito deteriorato per 80 miliardi
Secondo quanto determinato da uno studio Uilca, le 12 maggiori banche italiane hanno riportato un calo dell’utile netto a 9,991 miliardi di euro nel 2020. Una diminuzione dovuta agli oneri d’integrazione dei piani industriali, alle operazioni straordinarie e all’aumento delle rettifiche. «La maggior parte è prudenzialmente effettuate per fronteggiare il deterioramento del credito causato dalla crisi», ha sottolineato Uilca.
Le rettifiche sui crediti delle principali banche italiane hanno subito un incremento di circa 4,7 miliardi arrivando a quota 12 miliardi di euro. Un dato che potrebbe rappresentare un «anticipo dell’inverno finanziario», come ammonisce il sindacato. «Finora il sistema pare dia segnali di contenimento degli effetti negativi – ha commentato il segretario generale Fulvio Furlan – ma bisogna attrezzarsi con riforme adeguate a evitare situazioni pesanti quando l’attuale momento sarà superato».
Secondo il Market Watch di Banca Ifis inoltre, è previsto un rilevante incremento del credito deteriorato nei bilanci bancari con nuovi flussi che sarebbero inferiori di poco a 80 miliardi nel biennio 2021-2022. Cifre che potrebbero salire a 120 miliardi di euro in caso di scenari maggiormente avversi. Le stime meno pessimistiche prevedono un tasso di deterioramento in crescita al 2,6% nel 2021 e al 3% nel 2022. Tuttavia è anche possibile che, in caso di contesto peggiorativo, il tasso di deterioramento potrebbe salire al 3,2% e 3,6% nel 2022. Secondo il Market Watch lo stock Npe in Italia potrebbe toccare nel 2022 il record di 441 miliardi di euro, una quota che quest’anno si era fermata a 389 miliardi.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO
Ti potrebbe interessare anche: