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Misure anti-Covid, oggi il Cdm. Si va verso la proroga di 30 giorni del divieto degli spostamenti tra Regioni

Le Regioni chiedono anche più vaccini, la revisione dei parametri e più ristori. Confermate le visite in altre abitazioni massimo in due

Proroga degli spostamenti tra Regioni, in scadenza giovedì, fino al 27 marzo e chiusura della partita sui sottosegretari. Quella di oggi si preannuncia davvero una giornata impegnativa per il governo Draghi.

Secondo quanto confermato anche dal ministro per Affari regionali Mariastella Gelmini ai rappresentanti di Regioni, Anci e Upi, ci sarà la proroga di 30 giorni del divieto di mobilità tra le decisioni che prenderà questa mattina il Consiglio dei ministri. Ci si potrà muovere solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute consentendo in ogni modo “il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione“. Saranno inoltre confermate le disposizioni sugli spostamenti tra piccoli Comuni e la regola, per ora valida fino al 5 marzo, che consente di spostarsi verso un’altra abitazione privata massimo in due persone, con i figli minori di 14 anni.

Mentre, per quanto riguarda l’altro tema all’ordine del giorno, ovvero la scelta dei sottosegretari, il rebus non è completamente ancora risolto e allo stato attuale non vi sarebbero, stando a quanto riferito da diverse fonti governative, decisioni definitive, anche se resta la volontà di chiudere la partita a inizio settimana, probabilmente non in tempo per la riunione mattutina del Consiglio dei ministri.

Non solo. Accelerare la campagna vaccinale, rivedere la tempistica dei provvedimenti e la revisione dei parametri che regolamentano le zone, prevedere indennizzi anche per le chiusure locali e coniugare la sicurezza sanitaria con la ripresa economica. Sono queste alcune delle richieste che la Conferenza delle Regioni ha inoltrato al Governo in vista del prossimo decreto anti-Covid. Le Regioni ritengono priorità assoluta la campagna vaccinale. «Il meccanismo sta andando troppo a rilento – si legge nel documento – il problema adesso risiede nell’approvvigionamento delle dosi, che dipende dal Governo. Sarebbe auspicabile e urgente una valutazione circa il diretto coinvolgimento delle nostre aziende nel processo produttivo, tenendo presente che vi sono aziende e filiere nazionali in grado di realizzare alcune fasi della produzione».

 Le Regioni chiedono inoltre di conoscere “con congruo anticipo” le misure anti-Covid. E su questo pare saranno accontentate. Se da un lato è stata anticipata la decisione di prorogare di 30 giorni il blocco degli spostamenti fra Regioni, dall’altro è stata invece accantonata l’ipotesi di istituire una zona unica arancione per tutta la Penisola. L’Italia resterà a colori, con chiusure chirurgiche localizzate dove serve. La vera novità del governo Draghi sarà però il metodo: stop alle decisioni dell’ultimo momento, le nuove misure saranno adottate con largo anticipo e in accordo con Regioni e Parlamento. L’ipotesi che circola è che il monitoraggio potrebbe essere effettuato a inizio settimana e non venerdì, come succede ora, per non far arrivare la decisione sui colori delle zone troppo a ridosso del weekend.

Nel documento delle Regioni si legge anche che “in via strutturale, lo stesso provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori, deve anche attivare gli indennizzi e salvaguardare le responsabilità, garantendo la contestualità a prescindere da chi adotta il provvedimento“. Insomma ristori subito e mirati in base alle misure restrittive che si prendono.

Mariastella Gelmini ha inoltre manifestato l’intenzione di organizzare, appena possibile, un incontro tra il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e i presidenti di Regione per parlare dei temi della scuola e della vaccinazione degli insegnanti.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI

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