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Ex Ilva, il Consiglio di Stato non spegne (per il momento) gli altoforni

Adesso c’è attesa per l’udienza di merito già fissata per il 13 maggio. Intanto per altri due mesi Taranto può proseguire con la sua attività

Il Consiglio di Stato non spegne l’ex Ilva di Taranto. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di ArcelorMittal e dei commissari straordinari contro l’ordinanza del Tar di Lecce che convalidava la decisione presa un anno fa dal sindaco di Taranto che intimava alla società di intervenire per ridurre le criticità legate all’inquinamento della mega-fabbrica. «L’attività produttiva dello stabilimento può dunque proseguire regolarmente» fa sapere AMItalia in una nota.

In particolare lo scorso 13 ottobre il Tar Lecce ha ordinato ad ArcelorMittal di spegnere gli impianti ritenuti inquinanti entro 60 giorni. La sentenza del Tribunale amministrativo confermava in sostanza un’ordinanza del febbraio 2020 del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che aveva dato alle due società un tempo massimo di 60 giorni per intervenire. I primi 30 giorni, in base all’ordinanza del sindaco, dovevano servire a individuare le ragioni delle emissioni rimuovendole; gli ulteriori 30 giorni, invece, erano per spegnere gli impianti qualora le due società non avessero adempiuto al primo obbligo.

L’ordinanza del sindaco fu subito impugnata al Tar Lecce da ArcelorMittal e da Ilva in amministrazione straordinaria. I giudici amministrativi prima hanno sospeso l’ordinanza, poi, nel giudizio di merito che si è concluso nelle scorse settimane, l’hanno confermata. ArcelorMittal, subito dopo la sentenza, ha chiesto al Consiglio di Stato di pronunciarsi subito sulla sospensiva, con un decreto monocratico del presidente di sezione. Questi, però, ha rinviato la decisione all’udienza collegiale dell’11 marzo, cioè oggi, rilevando che non ricorre nessun obbligo di fermata impianti per ArcelorMittal essendo ancora nei primi 30 giorni dei 60 prescritti dal Tar.

Adesso c’è attesa per l’udienza di merito già fissata per il 13 maggio. Intanto per altri due mesi Taranto può proseguire con la sua attività.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: IPP/ALBANO ANGILLETTA

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