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Nuove restrizioni anti-Covid: tutto quello che c’è da sapere sull’autocertificazione

Quando è obbligatoria e cosa si rischia se si violano le misure di contenimento o se si dichiara il falso

Da ieri tutta Italia è di nuovo in zona rossa e arancione, esclusa la Sardegna che rimane in zona bianca (leggi qui). A rendere necessarie le nuove misure restrittive sono i numeri preoccupanti sulla diffusione dei contagi. Nonostante la chiusura quasi totale, in alcuni casi è possibile effettuare spostamenti, portando con sé ed esibendo in caso di controlli l’autocertificazione.

Questa serve per giustificare uno spostamento che, secondo decreti legge e Dpcm, non sarebbe consentito se non per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. In caso di controlli, il modulo può essere consegnato alle forze dell’ordine già compilato oppure si può compilare sul posto. Chi non ce l’ha può chiederlo agli agenti.

Il mancato rispetto delle misure di contenimento comporta una sanzione amministrativa con una multa dai 400 ai mille euro. Le dichiarazioni mendaci, invece, costituiscono reato: l’autodichiarazione resa a un pubblico ufficiale che contiene il falso comporta la denuncia per il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale, previsto dall’articolo 495 del codice penale, punito con la reclusione da uno a 6 anni. Il controllo sui dati, nome e cognome, indirizzo di residenza/domicilio e motivi che giustificano lo spostamento, non avviene generalmente sul momento. Nei casi in cui gli agenti sospettino che il soggetto abbia violato il divieto di spostamenti, questi potranno effettuare delle verifiche immediate ad esempio chiamando il datore di lavoro, le strutture sanitarie o incrociando gli indirizzi di provenienza e destinazione scritti sul modulo.

L’autocertificazione è obbligatoria sempre dopo il coprifuoco, tra le 22 e le 5, quando gli spostamenti sono consentiti solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. In Sardegna, invece, il coprifuoco scatta alle ore 23.30.

Per quanto riguarda le zone arancioni, sono consentiti gli spostamenti all’interno del proprio Comune senza l’autocertificazione, tranne che negli orari del coprifuoco. È necessaria, invece, se ci si sposta in un Comune diverso dal proprio, fermi restando le comprovate esigenze lavorative, le situazioni di necessità o i motivi di salute. Diversa la zona rossa dove l’autocertificazione è sempre obbligatoria, anche all’interno del proprio Comune e fuori dagli orari del coprifuoco.

Ancora vietati gli spostamenti tra Regione, tranne nel caso di comprovate esigenze. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle seconde case ubicate dentro e fuori regione. In tutti questi rimane necessaria l’autocertificazione.

Cambiano le regole durante le festività di Pasqua, 4, 5 e 6: in quei giorni, in cui tutte le Regioni tranne la Sardegna torneranno rosse, sarà concesso fare visita una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a una casa dentro la regione in massimo 2 persone (oltre a under14, disabili o persone non autosufficienti).

Potete scaricare l’autocertificazione qui.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/CLAUDIO PERI

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