
Essere stati vaccinati, essere risultati negativi al tampone o essere guariti: così da giugno i cittadini europei potranno viaggiare esibendo il pass Covid
Ecco come funzionerà il pass Covid proposto ieri dalla Commissione Ue per allentare le restrizioni agli spostamenti (ne abbiamo parlato qui).
Il certificato proposto da Bruxelles sarà gratuito per tutti i cittadini europei e consisterà in un QR code da tenere nello smartphone o da stampare su carta, come quelli utilizzati per i biglietti aerei. Saranno tre le alternative per dimostrare di poter viaggiare: essersi sottoposti alla vaccinazione, essere risultati negativi a un tampone, oppure essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi.
Le vaccinazioni, quindi, non saranno un requisito indispensabile per viaggiare, elemento ritenuto chiave da più parti per evitare discriminazioni nei confronti di coloro che non avranno potuto vaccinarsi. Se la proposta sarà approvata così com’è dai leader Ue nei prossimi mesi, i governi nazionali saranno obbligati a consentire l’ingresso e la libera circolazione di coloro che potranno esibire il pass. Nel caso di vaccinazione, il pass sarà valido per tutti i vaccini approvati dall’Ema e non solo: anche gli altri antidoti sul mercato finora privi di autorizzazione europea, come lo Sputnik e il Sinovac, sono ammessi nel certificato, sarà poi facoltà delle autorità nazionali del Paese d’arrivo decidere se riconoscerne la validità. A rilasciare i certificati saranno le autorità nazionali tramite gli ospedali, i centri di test o le autorità sanitarie.
Come funzionerà esattamente il pass? Il certificato verde digitale contiene un codice QR con una firma digitale per impedirne la falsificazione. Al momento del controllo del certificato, il QR verrà scansionato per procedere alla verifica della firma. Ogni organismo autorizzato a rilasciare i certificati ha la propria chiave di firma digitale mentre tutte le chiavi di firma sono conservate in una banca dati protetta in ciascun Paese. La Commissione europea creerà un gateway, mediante il quale tutte le firme dei certificati potranno essere verificate in tutta l’Ue e gli Stati membri a sviluppare un software che potrà essere utilizzato dalle autorità per controllare i codici QR.
I dati personali codificati nel certificato non passeranno attraverso il gateway dato che ciò non è necessario per verificare la firma digitale. La Commissione ha, infatti, assicurato che la quantità di dati individuali condivisi sono ridotti all’essenziale nel rispetto della privacy.
Non è ancora certo quale sarà la validità del certificato che comunque dipenderà dalla tipologia di autorizzazione. Per l’avvenuta guarigione l’indicazione dell’Ue è di concedere una validità massima di 180 giorni, mentre la durata si riduce per la regolarità di un risultato negativo da tampone. Più complessa la questione sull’immunità data dai vaccini: nell’auspicio che il 70% dei cittadini riceva la sua dose entro l’estate, l’Ue attende dati certi.
La Commissione auspica di rendere operativo il pass a giugno così da salvare la stagione turistica. Ad insistere sull’urgenza dello strumento sono soprattutto la Grecia e i Paesi il cui Pil dipende in modo preponderante dal turismo. Proprio Atene nei giorni scorsi ha deciso di anticipare i tempi, annunciando isole Covid-free e assicurando che dal 14 maggio tutte le persone in possesso di vaccino o tampone negativo potranno trascorrere li le proprie vacanze. Una fuga in avanti seguita anche da Vienna, che ha fatto sapere che il suo certificato arriverà già ad aprile.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: EPA/PANTELIS SAITAS
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