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Hôtellerie, le strutture ricettive nel post-covid

Si riparte con la digitalizzazione e la sostenibilità

Le parole chiave per la ripartenza sono due: digitalizzazione e sostenibilità. Sembra essere questo il futuro dell’hôtellerie, dopo il gravoso contraccolpo del covid che ha fatto crollare del 50,9% le presenze nelle strutture ricettive italiane nel 2020. Se è vero che per il 2021 permane l’incertezza, è altrettanto inevitabile che le strutture ricettive abbiano iniziato a progettare un futuro post-covid, passando per digitalizzazione, big data e politiche aziendali sostenibili.

Secondo un’indagine di Hotel Management, l’aumento dell’uso dei pagamenti digitali ha permesso una più ampia diffusione di servizi come il check-in contactless: ovvero, il personale umano alla reception è stato sostituito con un totem o con chiavi digitali gestite da app via mobile, tecnologie che permettono di ridurre l’interazione umana certo, ma anche i consumi e l’impatto ambientale delle attività ricettive. «La creazione di big data attraverso sensori e monitoraggio in tempo reale – spiega Ercole Vagnozzi, docente di business intelligence e customer relationship management all’Università di Bologna – permette, attraverso la predittività e l’intelligenza artificiale, di ottenere numerosi vantaggi. Si possono ad esempio integrare i dati interni e i big data di settore impiantistico e metereologico, ottenendo benefici per l’azienda e l’ambiente».

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale ormai la maggior parte delle strutture mira a ridurre l’inquinamento tramite nuovi servizi per lavaggio e colazione, che permettano la riduzione dei consumi di acqua, detersivi ed energia elettrica: «le stime di abbattimento dei consumi – sottolinea il direttore dell’hotel Sporting di Alba Adriatica Andrea Montecchia – partiranno da un 15% e tramite l’apprendimento connesso alla crescita dei big data, potranno arrivare anche al 30%. Si tratta di un progetto pilota studiato appositamente per capirne i vantaggi e l’applicabilità in ambiti come la cucina, la lavanderia e nella catena del freddo».

Naturalmente mai come in questo momento è stato fondamentale curare il settore dell’igiene, e i protocolli aggiornati in questo senso vengono valutati dal 62% dei clienti al momento di scegliere una struttura, secondo una ricerca di American Lodging Association.

Per riassumere, sarà fondamentale che gli hotel del futuro investano su ristoranti che abbiano posti a sedere distanziati e rivedano il concetto di buffet, che si dotino di menu consultabili con il QR Code, nonché di superfici antimicrobiche e distributori di cibo automatici.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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