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Imprese, redditività a livelli pre-covid entro il 2022 per il 67% dei manager

È quanto emerge dall’indagine EY Global Capital Confidence Barometer, condotta sulle aziende italiane

Le aziende di tutta Italia sono impegnate a lavorare sul proprio modello di business per adattarsi alle sfide lanciate dalla pandemia da coronavirus e ripartire dopo la grave crisi iniziata nel 2020. Secondo quanto emerso dall’indagine EY Global Capital Confidence Barometer, il 16% delle aziende intervistate ha dichiarato di non aver avuto impatto dal punto di vista dei ricavi e solo il 7% dal punto di vista della redditività nel 2020. Il 91% delle aziende stima di tornare ai livelli di fatturato pre-covid entro il 2022 e il 67% stima di tornare entro lo stesso anno anche ai livelli di redditività del 2019.

Per quanto riguarda le strategie che le aziende stanno adottando, il 12% degli intervistati in Italia ha dichiarato di essere pronto ad adottare modelli di pricing innovativi, mentre il 10% sta attivamente lavorando per digitalizzare la relazione con i propri clienti. Sono percentuali che fanno riflettere se messe in contrapposizione con quelle europee: rispettivamente, infatti, in Ue si tratta del 17% e del 19%. Inoltre, il 9% degli intervistati italiani contro il 16% a livello globale, ha tra gli obiettivi quello di rivedere la supply chain per essere più resiliente in futuro, e il 9% in Italia contro il 15% a livello global sta prendendo in considerazione l’idea di investire in settori adiacenti. Infine, solo l’8% degli intervistati sta operando per gestire il cash flow e creare liquidità.

Secondo quanto emerge dall’EY Capital Confidence Barometer, le strategie al momento sono indirizzate al recupero sia dell’efficienza che dell’operatività. Ma più della metà degli imprenditori è impegnata anche in significativi programmi di trasformazione aziendale, che hanno come principali obiettivi la riduzione dei costi operativi per il 32%, il set up di modelli operativi maggiormente scalabili ed efficienti per il 21%, o di modelli operativi maggiormente flessibili per il 19%, e l’incremento dei ricavi per il 10%.

I rischi che sono percepiti come più gravi in questo momento storico, oltre al covid, sono il cambiamento climatico e la minaccia competitiva da parte di player tech e di nuove tecnologie disruptive, oltre alle tensioni geopolitiche soprattutto tra l’Occidente e l’Oriente.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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