
Insieme al marchio svedese boicottati altri marchi tra cui Nike, Adidas e Burberry
Cina, alcuni negozi della multinazionale svedese dell’abbigliamento H&M chiudono i battenti dopo la campagna di boicottaggio sui social media e i media di Stato. La campagna si è abbattuta contro diversi marchi che si rifiutano di utilizzare il cotone dello Xinjiang, la regione in cui vive la minoranza uigura, in seguito alle accuse arrivate da un’organizzazione per importanti violazioni dei diritti umani (ne abbiamo parlato qui).
Secondo i media cinesi, sono stati chiusi negozi in Mongolia Interna, nella provincia di Shandong, a Heilongjiang e nel Jiangsu. Nella città di Dazhou, nel Sichuan, smantellati anche i cartelloini pubblicitari di H&M.
Il gruppo svedese in Cina conta su una rete di 505 punti vendita e deve al mercato cinese circa il 5% circa delle sue vendite.
Ad essere colpiti dal boicottaggio, oltre a H&M, anche diversi marchi dell’abbigliamento sportivo e casual. Tra questi Nike, Adidas, Burberry. I loro prodotti sono stati dichiarati non disponibili anche sulle principali piattaforme e-commerce del Paese. La situazione è andata in ebollizione in particolare con l’aumento del livello dello scontro tra Usa e Unione europea, da un lato, e Cina dall’altro, con l’imposizione di sanzioni reciproche in relazione alle accuse di genocidio e utilizzo del lavoro forzato uiguro.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: EPA/ROMAN PILIPEY
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