
Secondo le previsioni, il raccolto di quest’anno potrebbe essere il più scarso degli ultimi 40 anni. Castex: “Eventi estremi legati al cambiamento climatico”
Dopo le coltivazioni italiane (leggi qui), l’ondata di gelo colpisce anche i vigneti francesi. «Mi rivolgo a voi, agricoltori, che in tutta la Francia avete combattuto instancabilmente, notte dopo notte, per proteggere i frutti del vostro lavoro» – ha commentato su Twitter il presidente francese, Emmanuel Macron. – «Voglio darvi il nostro pieno sostegno in questa lotta. Tenetevi forte! Siamo al vostro fianco ora e vi rimarremo».
Nelle scorse notti, infatti, le temperature hanno raggiunto i 6 gradi sotto lo zero, creando un fortissimo sbalzo termico rispetto al primo accenno d’estate che aveva coinvolto la Francia. I raccolti che da sempre rappresentano un bene prezioso e redditizio per i vicini d’oltralpe ora sono in pericolo.
In molte regioni, dalla zona di Bordeaux alla Borgogna, dalla Valle del Rodano alla regione dello Champagne, i viticoltori sono impegnati a fare una triste conta dei danni. A Bordeaux, è danneggiata anche la crescita di alberi da frutto come albicocche, pesche e nettarine e colture da campo come colza e barbabietola da zucchero.
Per contrastare gli effetti del freddo, gli agricoltori hanno acceso migliaia di piccoli fuochi e candele vicino a viti e alberi da frutto. Le fiammelle sono ora diventate il simbolo di un’intera categoria decisa a non arrendersi.
Nel frattempo il governo di Parigi sta già lavorando ad un pacchetto di aiuti per far fronte a quella che rischia di diventare una vera catastrofe agricola. Secondo le previsioni, in alcune regioni si potrebbe registrare il raccolto più scarso degli ultimi 40 anni con perdite che vanno dal 50% in Borgogna all’80% nella Valle del Rodano.
Il premier, Jean Castex, ha promesso aiuti eccezionali e ha annunciato l’eliminazione del massimale dal regime di compensazione per le catastrofi agricole. Castex ha anche puntato l’indice contro il cambiamento climatico: di fronte alla ripetizioni di questi fenomeni estremi, è necessario continuare e amplificare le azioni strutturali per adattare l’agricoltura e l’intera economia a questo cambiamento, attraverso la prossima Politica agricola comune europea e il ddl sul clima all’esame dell’Assemblea nazionale. «La Francia ha bisogno, ed è anche questione di sovranità, di un’agricoltura forte» – ha dichiarato il premier.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA
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