
Draghi: “guardiamo al futuro con prudente ottimismo e fiducia”. Sì agli spostamenti tra Regioni gialle e con un pass tra colori diversi; al via lo sport all’aperto. Stabilimenti balneari e piscine all’aperto dovrebbero aprire il 15 maggio, palestre al chiuso il primo giugno
Come anticipato oggi (leggi qui), dal 26 aprile l’Italia torna in zona gialla con un cambiamento rispetto al passato, dando precedenza alle attività all’aperto, compresa la ristorazione a pranzo e a cena, e alle scuole, che riaprono in ogni ordine grado ad eccezione dei territori in zona rossa che continueranno con la divisione tra didattica in presenza e a distanza. «Con la decisione di oggi il Governo si è assunto un rischio ragionato, fondato sui dati che sono in miglioramento – ha detto Draghi – questo rischio, che incontra le aspettative dei cittadini, si fonda su una premessa: che quei provvedimenti che governano il comportamento nelle attività riaperte siano osservati scrupolosamente. L’uso delle mascherine, i distanziamenti: occorrerà sensibilizzazione particolare delle attività, degli enti locali e delle forze dell’ordine. In questo modo questo rischio ragionato si traduce in una opportunità straordinaria non solo per l’economia ma proprio per la nostra vita sociale».
Gli spostamenti saranno consentiti tra regioni gialle e con un pass tra regioni di colori diversi. Per quanto riguarda lo sport, si ricomincia con le attività all’aperto. Gli stabilimenti balneari e le piscine all’aperto dovrebbero riaprire il 15 maggio, mentre il primo giugno dovrebbe essere la data ultima per la riapertura delle palestre anche al chiuso. Dal primo luglio via libera anche alle fiere. Via libera anche al calcetto, inoltre da maggio fino a mille spettatori possibili negli stadi. Per quanto riguarda i concerti, è ammesso un numero di spettatori più elevato e comunque non inferiore a quello previsto negli eventi sportivi negli stessi luoghi o in spazi analoghi.
Durante la conferenza stampa, Mario Draghi e i ministri si sono concentrati su tre blocchi di provvedimenti: quello riguardante le aperture, quello circa lo scostamento di bilancio e il Documento di Economia e Finanza (leggi qui) e le opere che sono state messe in cantiere.
Per quanto riguarda lo scostamento di bilancio e il Def, Draghi ne ha rimarcato l’entità, 40 miliardi: un percorso di debito da cui il Paese rientrerà solo nel 2025, una scommessa sulla crescita. «È una scommessa sul debito buono – ha spiegato Draghi – noi stiamo facendo, abbiamo fatto e faremo debito. Deve essere investito bene: gli investimenti sono stati ben individuati e occorre ora che siano ben disegnati, progettati e attuati. Perché lo siano è necessario che le norme che disciplinano tutti gli investimenti siano semplificati».
Per quanto riguarda le opere, due sono aperte da marzo, cinque da giugno, 8 in settembre, cinque in dicembre e si va avanti, ognuna con una data precisa. I vari stadi sono stati precisamente specificati e concordati con tutte le autorità di rilievo nell’attuazione dell’opera.
Per il Decreto Sostegni, Draghi ha detto che dal 30 marzo sono stati pagati due miliardi nella prima settimana e un miliardo nella seconda settimana. Non sono ancora terminati ma c’è un tentativo di velocità. Sono cambiati anche i criteri: «quello che era stato adottato nel primo decreto è stato quello del fatturato – ha spiegato Draghi – allora adesso si sta pensando ad aggiungere anche un criterio che riguarda l’utile, l’imponibile fiscale, in maniera da vedere esattamente i soggetti che sono stati più colpiti dalla pandemia. Bisogna ricordare che con il fatturato i pagamenti sono rapidi, con altri indici i tempi si allungano, anche se non di moltissimo, circa tre o quattro settimane rispetto al pagamento immediato di questa volta».
Dopo la conferenza stampa arriva la decisione del Trentino Alto Adige che anticipa le aperture a lunedì.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/ FRANCESCO AMMENDOLA
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