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Recovery Plan, la replica di Draghi alla Camera: “difficoltà nel coordinamento tra Governo ed enti locali”

“Essenziale rilanciare crescita per ridurre il debito. Al Sud il 40% delle risorse per far ripartire la crescita ferma”

«Non appena il Piano nazionale di ripresa e resilienza verrà consegnato, la vera sfida sarà quella di trovare un modo di attuazione dove le amministrazioni  locali e il governo centrale, che sono chiamati a mole di interventi, trovino uno schema di governo del piano». A chiarirlo è il premier Mario Draghi nella replica in Aula alla Camera sul Recovery plan (guarda qui). Secondo il premier la complessità sarà infatti nel “coordinamento tra Governo e enti locali che sono gli attuatori del piano“.

Draghi ha ribadito ancora una volta che tutto il piano è un investimento sul futuro e sulle nuove generazioni. «Ai giovani dobbiamo garantire welfare, casa e occupazione sicura – ha continuato. – Ho parlato del piano per i giovani, le case e gli incentivi fiscali per i mutui. Il piano garantisce in maniera equa e adeguata il diritto allo studio, quasi un miliardo per gli alloggi studenteschi, mezzo miliardo per borse di studio. C’è l’introduzione di una previsione per condizionare i progetti finanziati non solo del Pnrr e anche di React Eu alla nuova occupazione giovanile e femminile, una condizionalità trasversale del piano».

Un tasto dolente, molto caro al premier, è il gap tra Nord e Sud, a cui andrà il 40% delle risorse per far ripartire una crescita ferma.

Draghi si è poi concentrato sul Fisco. «Per riformare il sistema fiscale – ha spiegato – è auspicabile un’ampia condivisione politica. E’ ancora presto per dare risposta su quale sarà la riforma. Il Governo si è impegnato a presentare una legge delega entro il 31 luglio 2021. Il Parlamento sarà pienamente coinvolto e svolgerà un ruolo di primo piano. Quanto al debito riteniamo che sia essenziale in questo momento concentrarci sulla crescita economica. Il governo vuole rilanciare gli investimenti e la produttività, per permetterci di raggiungere tassi di crescita molto più alti che nel recente passato. Se siamo in grado di rilanciare il potenziale di crescita della nostra economia, riusciremo anche a ridurre rapidamente il rapporto tra debito pubblico e Pil».

Altro tema scottante è l’innovazione, la transazione green ma soprattutto l’accelerazione digitale. A questo proposito Draghi ha ribadito che entro il 2026 la banda larga arriverà ovunque. «A maggio – ha specificato – avviamo la mappatura dei piani d’investimento previsti dai privati per identificare le aree del Paese che senza interventi del governo resterebbero sfavorite. Per queste aree è previsto un contributo statale per assicurarci che non si creino nuovi divari digitali da qui al 2026». 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/ALESSANDRA BENEDETTI/CORBIS /POOL

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