
La ricostruzione passo dopo passo del New York Times
Quella della Superlega è stata una vera e propria operazione di ammutinamento, che il presidente della UEFA Aleksander Ceferin si è trovato a dover gestire e contenere. I giornalisti del New York Times Tariq Panja e Rory Smith hanno seguito minuto per minuto le giornate di Ceferin, tracciando poi una panoramica della breve ma densa avventura della Superlega.
Lo scorso 15 aprile il presidente della Liga spagnola Javier Tebas è stato informato dal numero uno del Barcellona Joan Laporta dell’intenzione di 12 club tra i più forti del mondo di dare vita a una Superlega. Le 12 società sono Juventus, Milan, Inter, Manchester United, Liverpool, Manchester City, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid.
Tebas, ricevuta l’informazione, chiama Ceferin per dare l’allarme: quest’ultimo si mette in contatto con Andrea Agnelli, presidente dell’Eca, che lo rassicura spiegando che non c’è niente di cui preoccuparsi. Tuttavia, quelle che sembravano essere solo indiscrezioni, si tramutano in una realtà e Ceferin si mette in contatto con il presidente della FIFA Gianni Infantino e con il responsabile per lo sport e la cultura del Governo inglese, Oliver Dowdne, che lo rassicura circa il fatto che l’esecutivo di Boris Johnson interverrà per fermare sul nascere l’iniziativa, cosa che poi effettivamente accade (leggi qui).
Alla base, a fare da regia al progetto della Superlega, c’è il presidente del Real Madrid Florentino Perez. L’idea di Perez è di fondare un torneo ad accesso diretto, senza qualificazioni, un vero e proprio campionato dei migliori da giocare in settimana. Sostituendosi così, di fatto, alla UEFA, in modo da autoregolamentarsi e togliere a quest’ultima la possibilità di gestire le redini del calcio.
Tra le pressioni di UEFA e Governi centrali, comunque, i club hanno iniziato a ritirarsi e, venendo meno il supporto degli inglesi, a poco a poco anche le società italiane si sono tirate indietro. Ceferin ha annunciato che la UEFA riaccoglierà i dissidenti ma ci saranno sanzioni e punizioni.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/SUPERLEGA
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