
Si contano circa 558 mila abitazioni compravendute, 46 mila unità in meno rispetto al 2019. Si interrompe la crescita che proseguiva dal 2014. In difficoltà anche il 2021
Il mercato immobiliare è in contrazione. Nel 2020 si contano 558 mila abitazioni compravendute, un calo cioè di quasi l’8%, circa 46 mila unità in meno rispetto al 2019. Si interrompe così, bruscamente, la crescita dei volumi di compravendita che proseguiva dal 2014 con un tasso di crescita medio annuo attorno al 7,5%. A dirlo è il Rapporto immobiliare residenziale, il report sul mercato delle abitazioni, realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate con la collaborazione dell’Abi, che quest’anno giunge alla sua ventesima edizione.
Il maggiore calo si registra nel primo semestre del 2020, il periodo di completa inattività del settore a causa della pandemia. La situazione peggiore riguarda il Sud che segna un -9% delle compravendite e nelle Isole (-9,2%), che rappresentano però circa il 25% del mercato nazionale. Al Nord Est si registra la perdita più contenuta, -6,3%.
«La recrudescenza della pandemia, alla fine del 2020 e nel corso dei primi mesi del 2021 – si legge nel rapporto – hanno costretto le attività economiche e sociali a nuovi rallentamenti. D’altro canto, la campagna vaccinale, sulla quale tutto il mondo punta per risolvere questa crisi sanitaria, appare ben avviata verso gli obiettivi prefissati. Infine, gli interventi del Governo mirati a stimolare la ripartenza dell’economia nazionale saranno fondamentali anche per il mercato immobiliare. Pertanto, anche il 2021 sarà un anno controverso, nel quale gli assetti del mercato fin qui noti potrebbero subire ulteriori cambiamenti e per il quale permane la difficoltà a delineare scenari e prospettive futuri».
di: Maria Lucia PANUCCI
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