
Tra le iniziative ci sono gli sgravi alle aziende per contenere i licenziamenti
Con l’entrata in vigore del decreto Sostegni Bis (leggi qui) sono stati stanziati 4,2 miliardi circa per alcune iniziative nel campo del lavoro e della famiglia, soprattutto per cercare di arginare le conseguenze dello sblocco dei licenziamenti e aiutare le famiglie in difficoltà.
Inoltre, le aziende che entro giugno chiederanno la cassa integrazione Covid, non potranno licenziare fino al 28 agosto, due mesi in più rispetto al termine fissato per le grandi imprese.
È stato inaugurato anche il contratto di rioccupazione, per il quale fino al 31 ottobre chi assumerà un disoccupato non pagherà i contributi pensionistici per sei mesi. Lo sconto può arrivare fino a un massimo di 6 mila euro, ma se alla fine di questo periodo l’azienda non terrà il dipendente a tempo indeterminato dovrà restituire i soldi allo Stato.
Previsto anche il contratto di solidarietà, per mantere il personale esistente: le imprese che hanno visto dimezzare il fatturato potranno ridurre fino al 70% gli stipendi degli impiegati, a fronte della riduzione dell’orario di lavoro e purché non licenzino.
Le aziende più grandi potranno fare affidamento sul contratto di espansione che sarà a disposizione di chi ha più di 100 dipendenti e permetterà di lasciare il posto cinque anni prima del traguardo della pensione.
Il reddito di emergenza è stato finanziato per altri quattro mesi fino a settembre, e per i lavoratori stagionali del turismo e dello sport è stata prevista un’indennità una tantum di 1.600 euro. Fino a dicembre è bloccato l’importo della Naspi.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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