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Riforma fiscale, a quali micro-tasse potremmo dire addio

L’ingresso della nuova sede dell’Agenzia delle Entrate, Roma, 14 dicembre 2017. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

La manovra del Governo Draghi prevede la rimodulazione o l’eliminazione di imposte a basso gettito: l’elenco stilato dalla commissione bicamerale

Alcune imposte sono destinate ad andare in pensione? Da oltre quattro mesi le commissioni Finanze riunite di Camera e Senato stanno lavorando alla riforma fiscale che punta ad eliminare le tasse che portano allo Stato un gettito irrisorio rendendo, al contempo, il sistema fiscale italiano uno dei più complicati in Europa. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare dalle commissioni il documento finale che darà poi modo al Governo Draghi di varare, entro il 31 luglio, il ddl delega per la riforma fiscale, come previsto dal Pnrr recentemente approvato dall’Ue (ne abbiamo parlato qui).

Il premier Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco hanno messo in luce come le micro-tasse del sistema italiano sono troppe, la relativa normativa è complicata e i benefici per le casse dello Stato sono troppo esigui. La commissione bicamerale ha quindi stilato una lista di tasse che portano complessivamente allo Stato un gettito non superiore allo 0,01% del totale su base nazionale e allo 0,1% su base territoriale. Le imposte italiane sono oltre 100 e solo 10 di queste (tra cui Iva, Imu, Irpef e Irap) rappresentano il 90% delle entrate dell’Erario. Ecco quali sono, dunque, le tasse che potrebbero essere a breve eliminate.

Tra le tasse proposte a titolo di esempio per una rimodulazione o eliminazione definitiva ci sono: il superbollo per le macchine più potenti; l’imposta sugli intrattenimenti; la maggiorazione del tributo comunale sui rifiuti (Tari); l’addizionale regionale sui canoni di utenza delle acque pubbliche; i diritti di licenza sulle accise; l’imposta erariale sui passeggeri degli aerotaxi e quella regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili. E ancora, figurano in elenco: la tassa di laurea, la tassa regionale di abilitazione agli esercizi professionali e quella pubblica di insegnamento.

L’Osservatorio dei Conti Pubblici dell’Università Cattolica, secondo il quale il gettito totale di queste micro-tasse è di 685 milioni di euro, inserisce tra le imposte da abolire anche la tassa sulla raccolta dei funghi, l’imposta regionale sulla benzina, i diritti di archivi notarili, il tributo speciale di discarica e i diritti dell’Ente Nazionale Risi (l’ente pubblico economico che si occupa della tutela del settore del riso).

Le commissioni di Camera e Senato, inoltre, hanno definito “inefficiente e dannoso” l’attuale sistema Irpef e mirano ad abbassarne l’aliquota media “con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito 28 mila-55 mila euro”. In merito all’Iva, invece, le commissioni ritengono “opportuno” che la riforma fiscale deleghi al governo la ridefinizione della sua disciplina in ottica di una sua “semplificazione e possibile riduzione dell’aliquota ordinaria attualmente applicata”. Sul tavolo, infine, ci sono altre misure tra cui il superamento dell’Irap e l’istituzione di premi per i contribuenti che hanno i conti in regola con il fisco.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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