
Spazio alla revisione del cuneo fiscale e all’eliminazione dell’Irap non più giustificata. Sì ad una rimodulazione dell’Iva
«La nostra prospettiva è influenzata dall’andamento della pandemia. Attualmente c’è un’accelerazione e ci aspettiamo una crescita nell’ordine del 5%. L’incertezza è quella che le varianti possano cambiare le aspettative dell’economia e possano rallentare la crescita». A parlare così è il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione sulla riforma fiscale presso le Commissioni Finanze di Camera e Senato.
Secondo il ministro non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta, la riforma del fisco deve essere “ampia ed organica” ma questa sarà attuata con gradualità e tenendo sotto osservazione le risorse. «Una riforma di ampia portata del sistema tributario ha implicazioni importanti per l’orientamento e per la sostenibilità delle finanze pubbliche. Ogni intervento va necessariamente calibrato e disegnato con grande cautela», ha continuato.
Il tema delle risorse andrà gestito nell’ambito delle prossime sessioni di bilancio: in questo momento, ha spiegato, “non siamo infatti in grado di definire i margini di bilancio disponibili per tali interventi, questo perché le prospettive economiche sono ancora soggette a un elevato grado di incertezza“. Ma maggiori spazi potrebbero aprirsi presto. «Il rafforzarsi delle prospettive di crescita, anche per effetto dell’attuazione del Pnrr, consentirà un’azione riformatrice via via più incisiva – ha affermato. – Dobbiamo puntare a un circolo virtuoso in cui l’aumento del tasso di crescita del prodotto sia sostenuto anche dal progressivo alleggerimento del carico fiscale sulle attività produttive».
Per quanto riguarda i singoli aspetti della riforma ci sarà una revisione dell’Iva, ovvero “una razionalizzazione del numero di aliquote e anche una ricomposizione dei beni delle varie categorie“. Tra gli obiettivi c’è anche l’aumento del tasso di occupazione. Per questo, ha sottolineato Franco, “è una priorità la questione del cuneo fiscale, della tassazione del lavoro, in particolare in alcune parti della curva”, così come intervenire sull’Irap. Il sistema di imposizione che grava sulle imprese, ha ammonito il ministro, “è oneroso e difficile da gestire“.
Non sarà prevista alcuna nuova forma di patrimoniale. Punto quest’ultimo accolto con favore dal Forza Italia. «Non c’è nel documento delle commissioni e non credo ci siano motivi per procedere in quella direzione nel disegno di legge delega che il Governo sta predisponendo», ha concluso il ministro.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI
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