
I dati dall’ufficio studi di Confcommercio
L’Italia non è un Paese per giovani. Lo dimostrano i dati diffusi dall’ufficio studi di Confcommercio, che hanno messo in evidenza come negli ultimi 20 anni gli occupati abbiano registrato 2,5 milioni di unità in meno, fenomeno andato di pari passo alla crescita dei NEET, ovvero dei giovani che non studiano né lavorano e vivono a casa dei genitori.
E d’altronde per chi ha un lavoro le cose non vanno meglio: tra il 2004 e il 2019 si sono ridotti del 26,6% i giovani lavoratori dipendenti, e gli indipendenti sono scesi del 51,4%. Inoltre sono espatriati 345 mila giovani.
Un quadro ancora più fosco se paragonato alla situazione in Germania, dove i giovani occupati sono diminuiti 10 volte di meno: i NEET in Italia sono il 22% dell’intera popolazione in quella fascia d’età, mentre in Germania sono il 7,6%.
La speranza è che il PNRR cambi la situazione, offrendo opportunità trasversali alle fasce più deboli, come donne, giovani e Sud e rilanciando l’imprenditoria giovanile.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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