
Lo ha presentato il ministro Orlando dopo l’incontro con le parti sociali
Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha illustrato alle parti sociali l’impianto per la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali.
Secondo quanto emerso dall’incontro avvenuto in videconferenza, la dotazione a disposizione del ministro per ora ammonta a 1,5 miliardi di euro.
La riforma dovrebbe partire all’inizio del 2022. La novità principale riguarda la scomparsa della cassa integrazione in deroga, vvero quella finanziata dalla fiscalità generale; le Pmi dovrebbero iniziare ad autofinanziarsi per usufruire degli ammortizzatori sul modello di quanto già fanno le grandi. Inoltre, dovrebbe essere prevista la possibilità di accedere alla cig ordinaria e straordinaria, in caso di ristrutturazione, con assegni più grandi per dipendenti, inclusi apprendisti e lavoratori a domicilio.
Sarebbe anche previsto un premio sotto forma di aliquota contributiva per i piccoli imprenditori che non fanno ricorso alla cig.
Si dovrebbe quindi arrivare all’introduzione di due nuove causali: la prospettata cessazione dell’attività e la liquidazione giudiziale. Inoltre potrà essere invocata la riorganizzazione azinedale anche in caso di processo di transizione.
Si va verso il rafforzamento del contratto di solidarietà, con incentivi e aumento delle percentuali di riduzione dell’orario e verso l’estensione del contratto di espansione.
Dovrebbero pertanto essere confermate tutte le prerogative dei Fondi bilaterali, con la copertura obbligatoria che sarebbe assicurata anche alle aziende più piccole, tra uno e cinque dipendenti, e sarebbe superata la cassa in deroga con la creazione di un Fondo emergenziale intersettoriale, finanziato con un contributo a carico dei fondi bilaterali.
Le parti hanno stabilito di riaggiornarsi a settembre: è previsto un incontro per giovedì 2 per discutere della riforma delle politiche attive del lavoro.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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