
Il tema dovrà essere trattato in sede di legge di Bilancio, il ritorno alla legge Fornero non sarà possibile
Quota 100 non verrà rinnovata e ora il Governo Draghi è alla ricerca di una soluzione che possa permettere, a chi vuole, di andare in pensione a 62 anni fino al 2024.
Una prima proposta arriva dall’ex sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Claudio Durigon: un Fondo Nazionale per il Prepensionamento. Il fondo, temporaneo e attivo fino al 2024, erogherebbe una prestazione pari alla pensione calcolata con gli stessi criteri di Quota 100 fino alla maturazione effettiva dei requisiti per passare in carico all’Inps.
Oltre l’uscita flessibile dal lavoro così da superare Quota 100, bocciata dall’Ue, non si sa nulla su età e anni di contributi. Ciò che si sa è che il provvedimento dovrà essere elaborato molto presto, prima del varo della legge di Bilancio, sede naturale per gli interventi sulla previdenza.
Secondo le prime stime, in ogni caso, l’allungamento di un anno alla pensione, da 62 a 63 e quindi 39 anni di contributi, comporterà risorse per 2,5/tre miliardi di euro, dal 2022 al 2024. Entro la fine dell’anno, inoltre, l’Inps ha stimato che arriveranno circa 400 mila domande per accedere a Quota 100 mentre già 334 mila sono state approvate.
Con la superazione di Quota 100, a partire dal 1° gennaio 2022, si tornerebbe alla legge Fornero e all’età pensionabile di 67 anni. Per evitare che ciò accada, ha spiegato il responsabile economico dei dem Antonio Misiani, va anche studiato un sistema “più flessibile ma più equo“, e sostenibile per le casse pubbliche, che tenga conto dei lavori “gravosi e usuranti, delle donne con carichi familiari“, come fanno l’Ape social e Opzione Donna.
Riguardo ai lavori gravosi, iI ministro del Lavoro ha istituito una commissione, presieduta dall’ex ministro Cesare Damiano, sui lavori gravosi, anche per correggere le storture di Quota 100. La commissione, che sta completando i suoi lavori (che incrociano elaborazioni di Inail, Istat e Inps), sarà pronta entro la fine di settembre a proporre la nuova “graduatoria” dei lavori gravosi.
Oltre la proposta di Durigon, la Lega propone Quota 101 o 102, con 62 anni di età anagrafica e 38 di contributi. La prestazione durerebbe quattro anni e 10 mesi per gli uomini e tre anni e 10 mesi per le donne. Lo strumento sarebbe valido per le imprese in crisi e per quelle impegnate nella transizione verde e/o digitale.
Da parte dei sindacati, invece, arriva la proposta di andare in pensione dai 62 anni o con 41 di contributi a prescindere dall’età. Questa soluzione risulterebbe, tuttavia, particolarmente onerosa per le casse dello Stato e dell’Inps di conseguenza, ma al momento non si esclude nessuna ipotesi e nessuna proposta.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA
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