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Riforma del fisco, si attende il via alla cabina di regia

La prima fase dei lavori potrebbe riguardare il catasto

Dopo il grande nodo del Green Pass, si apre ora per Mario Draghi la fase due del suo Governo: la riforma del fisco. Stando al cronoprogramma del Pnrr, la misura era prevista prima della pausa estiva ma temi più urgenti hanno causato un posticipo.

Secondo fonti di governo, l’Esecutivo potrebbe dare il via ai lavori partendo da uno dei temi più divisi, quello sul catasto, che attende una riforma dal 1989. L’intenzione del Governo sarebbe quella di fare solo un primo passo sul catasto, inserendo nella delega dei principi ispiratori che si limitino ad indicare la direzione verso la quale muoversi.

In merito alle tempistiche, stando agli ultimi aggiornamenti, il Consiglio dei ministri della prossima settimana sarà chiamato a varare, certamente, il decreto da 3,5 miliardi contro il caro-bollette (leggi qui). La riforma del fisco, dunque, arriverà sul tavolo di Palazzo Chigi ma è più probabile che l’okay del Cdm arrivi solo nella settimana successiva. In ogni caso Draghi non sembra disposto a rinviare ulteriormente.

Nel frattempo, entro la fine dell’anno i responsabili del Next Generation Eu, a Bruxelles, saranno chiamati ad inviare le pagelle europee su questa iniziale fase d’attuazione del Pnrr italiano. Nei prossimi giorni, dunque, Draghi prenderà in mano il dossier e allo stesso tempo, avvierà anche la cabina di regia per il coordinamento e il monitoraggio del Pnrr, con il coinvolgimento degli enti locali. Ma la strada delle riforme è stata appena intrapresa, come spiegato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, infatti, “lo Stato e la macchina amministrativa della Repubblica hanno molte debolezze. É necessario uno sforzo collettivo per la riparazione della macchina dello Stato“.

Sempre in tema di riforma del catasto, scalpita il centrodestra, in particolar modo sulla rivalutazione dei valori catastali che, fino a qualche giorno fa, il Governo aveva pensato di inserire nella riforma. Sarebbero due i rischi da evitare: un nettissimo aumento dell’Imu sulla seconda casa e un gonfiamento dell’Isee. «Per aumentare le tasse basta un Monti qualunque, non sta né in cielo né in terra aumentare quelle sulla casa» – dichiara Matteo Salvini, spalleggiato dal partito e da Forza Italia.

«Quando si parla di riforma del catasto non vorrei che la sinistra pensasse di infilare nuovi balzelli sugli immobili» -avverte il coordinatore azzurro Antonio Tajani, a cui fa eco Anna Maria Bernini: «non è il momento di patrimoniale mascherate». Anche la titolare degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini chiede un supplemento di riflessione: «se riforma del catasto deve essere, deve avvenire a parità di gettito».

I dem mantengono un profilo basso. Leu, invece, insiste sull’ “ineludibilità” della riforma. «Chi oggi non vuole toccare nulla, in realtà, difende l’indifendibile: case del centro di Roma ad esempio che hanno un valore catastale inferiore ad abitazioni dell’estrema periferia della città» – avverte il capogruppo alla Camera.

Il M5s, infine, con il viceministro al Mef Laura Castelli, si concentra su altri aspetti della delega. «Sarà incentrata sulla riduzione della pressione fiscale, soprattutto per il ceto medio e su un processo di digitalizzazione e di semplificazione che guardi agli autonomi» – spiega.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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