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Pnrr, finora rispettate 13 misure su 51

Il premier Draghi richiama i ministri: ecco a che punto è l’Italia

Al momento il Governo italiano ha approvato 8 riforme su 27 e ha realizzato cinque investimenti su 24: sono i numeri dell’Italia per il Pnrr e il presidente del Consiglio Mario Draghi ha richiamato all’ordine i ministri, spronando a compare i ritardi per centrare i target europei. Finora, sono state centrate solo 13 misure su 51 obiettivi indicati per il 2021 e occorre accelerare per ricevere tutti i fondi europei.

Il Pnrr vale 191,5 miliardi da qui al 2026, prevede 151 investimenti e 63 riforme. Ci sono rigidi tempi di realizzazione e l’erogazione delle risorse è subordinata al raggiungimento di questi obiettivi: in ballo per il 2021 ci sono 13,8 miliardi ma le iniziative per l’anno in corso vanno raggiunte entro il 31 dicembre.

Nelle prossime settimane verranno convocate cabine di regia settoriali per fare il punto sulla situazione, impostare il lavoro di ciascun ministero e individuare ostacoli e criticità. È stato stabilito che almeno cinque giorni prima della data di convocazione della cabina di regia i ministri dovranno inviare le relazioni di loro competenza alla presidenza, per verificare lo stato di attuazione del Pnrr.

È stato richiesto anche l’invio in tempi molto stretti di un piano dettagliato con indicazione delle norme e degli atti amministrativi necessari per utilizzare le risorse da parte di ciascuna amministrazione coinvolta.

Cosa è stato fatto finora?

Gli investimenti abbiamo detto sono stati cinque, e coinvolgono il ministero della Transizione ecologica, la Pa, lo Sviluppo economico, gli Esteri e la Giustizia.

Le riforme sono tutte in via di realizzazione ad esclusione di quella del ministero della Pubblica amministrazione che ha concluso tre riforme su tre.

Tra gli investimenti ancora da realizzare ci sono progetti per la gestione dei rifiuti e l’economia circolare, un fondo per l’imprenditorialità femminile, un appalto per il portale del turismo digitale, un investimento sugli autobus elettrici, borse di studio per l’università, servizi alle persone vulnerabili, fondi per le imprese turistiche, un credito d’imposta per le strutture ricettive, un programma contro l’inquinamento e uno sui rischi di alluvioni e idrogeologici, l’ammodernamento del parco digitale degli ospedali.

Le riforme da portare avanti sono: il pacchetto interventi sull’università, la spending review delle misure contro l’evasione fiscale, il pacchetto di interventi per il Covid.

A ottobre secondo quanto annunciato da Draghi arriverà la legge sulla concorrenza e le concessioni.

La Commissione Europea userà per stabilire se l’Italia sia o meno in linea con i suoi impegni Targets e Milestones: obiettivi quantitativi e traguardi qualitativi. Per ottenere la tranche di finanziamenti successiva l’Italia deve conseguire 528 Milestones e Targets, relativi a 134 investimenti e 63 riforme. 51 devono essere realizzati entro fine anno: 24 sono investimenti, 27 riguardano le riforme.

Gli M&T del secondo trimestre 2021 sono cinque e sono stati tutti centrati. Si tratta per la precisione delle norme sulla governance, sulle procedure e l’attuazione del Pnrr, del decreto sulla semplificazione degli appalti, della implementazione dei progetti Ipcei sulla microelettronica. Altri cinque obiettivi avrebbero dovuto essere conseguiti nel terzo trimestre del 2021, ossia tra luglio e settembre, ma solo uno è stato centrato e riguarda il rifinanziamento del fondo Simest per l’internazionalizzazione delle PMI.

Nell’ultimo trimestre 2021 dovranno essere realizzati 41 M&T: 7 sono stati conseguiti (riforma degli acquisti Itc, riforma del processo penale, norme per le assunzioni semplificate, riforma della Pa, procedure più rapide per la valutazione dei progetti sui trasporti pubblici locali, potenziamento del Superbonus, accelerazione delle procedure per i progetti ferroviari); tra ottobre e dicembre al ministro della Giustizia Marta Cartabia spetta la riforma del processo civile, quella in materia di insolvenza e le assunzioni nei tribunali civili, penali e amministrativi. Al ministro dell’Economia Daniele Franco si chiede la riforma della riscossione in chiave anti-evasione mentre al ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, il varo dell’hub del turismo digitale. Ai Trasporti di Enrico Giovannini, gli investimenti per i bus elettrici, al Lavoro, Andrea Orlando, si occuperà del varo delle politiche attive col programma Gol.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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