
Non solo il Regno Unito: in Italia 20 mila posti liberi
Il problema della mancanza di autotrasportatori sta affliggendo il Regno Unito, causando problemi di approvvigionamento per carburanti e merci di prima necessità (ne abbiamo parlato qui).
Ma si tratta di un problema che riguarda tutta Europa e che la Brexit ha soltato aggravato.
Anche in Italia la carenza è significativa: servirebbero dai 17 mila ai 20 mila camionisti in più. Una delle situazioni più gravi è al porto di Genova, dove le merci possono restare ferme sulla banchina anche 10 giorni come denunciato dagli operatori.
Per questo motivo le associazioni di settore hanno chiesto al Governo di inserire nel decreto Flussi una quota dedicata agli autotrasportatori nella speranza di attirare lavoratori extracomunitari.
Ma da cosa è causato questo gap?
I fattori sono diversi: l’età media dei conducenti di tir è elevata; inoltre i nuovi ingressi non compensano le uscite: ottenere la patente necessaria e il certificato professionale ha un costo compreso tra quattromila e 6 mila euro e i tempi sono molto lunghi. Ma bisogna considerare anche che si tratta di un lavoro pesante, che costringe a lunghe trasferte, guida notturna, ritmi serrati per garantire le consegne in tempo.
Fino a questo momento la carenza si è sentita meno, perché venivano assunti molti autisti dell’Est-Europa che avevano un costo del lavoro molto più basso. Adesso però il quadro sanitario in Romania sta migliorando e sta spingendo l’economia e le attività produttive perciò molti romeni sono tornati in patria.
Senza contare il problema degli stipendi: quelli nell’Europa orientale si stanno alzando anche se rimangono competitivi rispetto ad altri Paesi. I salari non sono bassissimi, ma restano non attrattivi rispetto al lavoro richiesto. Anche quando si trovano candidati, spesso, sono privi dei requisiti.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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