
I dati di Aura che spiega quali sono i rischi ambientali
È iniziato oggi lo “switch off” della tv per il passaggio al nuovo digitale (leggi qui). Si tratta di un cambiamento che comporterà la rottamazione di oltre 15 milioni di apparecchi, non più in grado di ricevere il segnale.
Secondo le previsioni dei fornitori, questo cambiamento potrebbe portare a una vendita maggiore di televisori: 6,5 milioni invece dei consueti 4,5 milioni annui, che potrebbero diventare 9 milioni nel 2022.
Aura, società specializzata nel riciclo del Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, ha spiegato che i televisori appartengono alla categoria R3 e arrivano nello stabilimento direttamente dalle isole ecologiche o da centri di recupero autorizzati, in contenitori che vengono stoccati all’interno dell’area produttiva.
Successivamente vengono smontati, vengono rimosse le parti in plastica e in seguito le componenti elettroniche.
Il residuo viene triturato e i resti vengono separati in modo da recuperare quanto più possibile i materiali “secondari”.
Un aumento della rottamazione di televisori potrebbe provocare un rischio grosso per l’ambiente quindi anche il settore della Raee deve essere messo in condizione di ricevere il lavoro extra: sono certo che andrà a creare un flusso straordinario di vecchie apparecchiature: «sarà una sorta di tsunami sulle strutture per lo smaltimento – ha detto Italo Soncini managing director Alvarez & Marsal e presidente esecutivo della società abruzzese – per il successo a 360° dell’iniziativa occorre quindi che il settore del trattamento Raee venga messo nelle condizioni di ricevere questo flusso straordinario di televisori e che i processi aziendali dei singoli operatori guardino sia alla massimizzazione delle materie prime seconde (separando plastica, schede, vetro e metallo per dare loro una seconda vita) sia a ridurre a zero i rifiuti in discarica».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
Ti potrebbe interessare anche: