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Partono caute le Borse europee. Focus sull’inflazione della zona euro

Da seguire oggi la bilancia commerciale totale di settembre dell’Italia, l’inflazione della zona euro di ottobre finale, poi dagli Usa arriveranno l’indice settimanale richieste mutui, i dati sull’avvio di cantieri di nuove case e i nuovi permessi per costruzioni in ottobre

Avvio cauto questa mattina per le Borse europee. Nei primi minuti di contrattazione il Dax di Francoforte è in cerca di una direzione a 16250 punti circa (+0,02%), mentre il Cac40 si muove sulla linea della parità a 7153 punti. In rosso il Ftse 100 inglese che cede lo 0,2%.

Avvio poco mosso per Piazza Affari. Oggi l’indice Ftse Mib segna +0,17% a 27.853 punti dopo i primi minuti di contrattazioni. Tra i titoli si conferma la striscia positiva di Telecom Italia (+1,3% a 0,3424 euro) con le indiscrezioni della vigilia che parlavano di una possibile revisione del contratto con Dazn per renderlo più redditizio alla luce dei riscontri attuali inferiori alle attese. Tra le ipotesi ci sarebbe una modifica alla revenue share, cioè la quota di ricavi in capo a Telecom. In rialzo anche Moncler (+0,2%) che ieri ha chiuso sui nuovi massimi assoluti giovandosi delle buone indicazioni arrivate da Kering con il marchio Gucci che dovrebbe andare a chiudere l’anno con ricavi in linea con i livelli pre-pandemia del 2019. Tra i segni meno spicca Diasorin con -0,92%. Calo di mezzo punto percentuale per Atlantia e Nexi.

Gli investitori temono un aumento dei prezzi della zona euro (oggi il dato definitivo di ottobre), mentre negli Usa la Fed ha cercato di tranquillizzare i mercati. Il presidente della Fed di Richmond ieri ha infatti rassicurato i mercati, preoccupati per un eventuale aumento del costo del denaro a causa dell’aumento dei prezzi, sottolineando che per alzare i tassi servono più dati alla banca centrale. I future di Wall Street sono quindi misti (Dow Jones +0,04%, S&P -0,02% e Nasdaq -0,04% dopo i nuovi massimi toccati ieri dagli indici grazie alle ottime trimestrali di Walmart e Home Depot (leggi qui qui) e alle vendite al dettaglio di ottobre negli Usa oltre le attese (guarda qui). L’Asia chiude le contrattazioni a due velocità, con la Cina in attivo e il Giappone giù a causa delle esportazioni di ottobre salite del 9,4%, sui minimi da otto mesi (a ridosso della chiusura il Nikkei fa -0,40%, Shanghai +0,34% e Hong Kong -0,50%).

Nel valutario l’euro si deprezza ancora sul dollaro e al momento il cross scambia a 1,13 (-0,16%), il dollaro/yen è a 114,83 (+0,06%) e il cross sterlina/dollaro vale 1,344 (+0,07%). Il bitcoin è ancora in calo e al momento cede un marginale 0,07% a 59.522 dollari. Tra le commodities i prezzi del petrolio sono in ribasso attorno allo 0,5%: il Wti fa -0,63% a 80,25 dollari al barile e il Brent tratta a 81,97 dollari al barile, -0,56%. L’oro guadagna lo 0,15% a 1.856 dollari l’oncia, sempre sui massimi da sei mesi.

Lato macro, da seguire oggi la bilancia commerciale totale di settembre dell’Italia, l’inflazione della zona euro di ottobre finale, mentre dagli Usa arriveranno l’indice settimanale richieste mutui, i dati sull’avvio di cantieri di nuove case e i nuovi permessi per costruzioni in ottobre. Infine le scorte settimanali di petrolio.

di: Maria Lucia PANUCCI

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