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Incontro Governo-Regioni: terza dose dopo cinque mesi

Durante l’incontro di Palazzo Chigi arriva l’ok dell’Aifa alla somministrazione

E’ terminato pochi minuti l’incontro tra le Regioni e il Governo sulle nuove misure per fronteggiare la quarta ondata del covid. Presenti a Palazzo Chigi i ministri degli Affari Regionali e della Salute, Mariastella Gelmini e Roberto Speranza, oltre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, mentre i presidenti delle Regioni hanno partecipato alla riunione in videocollegamento.

Con l’ok dell’Aifa, in Italia ci si avvierà verso la possibilità di somministrare la terza dose o il richiamo cinque mesi dopo l’ultima inoculazione.

«Sono ore molto delicate, in cui stiamo valutando ulteriori scelte da compiersi nell’interesse del Paese dentro questa battaglia ancora aperta contro il covid. Nei prossimi giorni la priorità sarà tenere la curva sotto controllo ed evitare l’esplosione del contagio che stiamo vedendo in tanti altri Paesi europei», sottolinea il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Il provvedimento sarà in vigore da mercoledì 24 novembre, come confermato dalla circolare del Ministero della Salute: «l’intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose ‘booster’ (di richiamo) con vaccino a m-RNA, alle categorie per cui è già raccomandata e nei dosaggi autorizzati, è aggiornato a cinque mesi dal completamento del ciclo primario, indipendentemente dal vaccino utilizzato», si legge.

Un green pass che consenta attività solo a chi vaccinato o guarito. E’ quanto chiesto invece dal presidente lombardo, Attilio Fontana, per il quale “non deve esserci inerzia: l’importante è tutelare la sicurezza delle aperture, la continuità delle attività commerciali e imprenditoriali e tutelare chi ha fatto proprio dovere”.

Dare certezze alle categorie produttive e all’economia premiando i cittadini che si sono vaccinati “prevedendo per loro minori restrizioni in zona arancione o rossa”. E’ quanto chiesto in coro, invece, dalle Regioni nell’incontro con il governo.

Posizione dura, invece, quella presa dalla Lega. Il partito fa sapere che interverrà domattina in videoconferenza dove si parlerà, tra le altre cose, della situazione politica e della necessità di evitare ulteriori chiusure e di alimentare paure che hanno già contribuito a una raffica di disdette per il periodo natalizio. La Lega è nettamente contraria al green pass obbligatorio per i bambini sotto i 12 anni.

di: Filippo FOLLIERO

FOTO: EPA/DANIEL MIHAILESCU/ POOL AFP POOL

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