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Tim, il titolo vola in Borsa e segna +30% dopo l’offerta di Kkr ma Vivendi la boccia

Il gruppo di lavoro creato dal Governo potrebbe riunirsi già in settimana. Salvini: “Evitiamo lo spezzatino”

Offerta bocciata. Vivendi, il primo azionista di Tim al 23,8%, ha bollata la proposta del fondo Usa Kkr come “insufficiente“, visto che “non riflette il reale valore” della società.

Intanto l’intenzione di lanciare un’Opa amichevole a 0,505 euro per azione (guarda qui) ha messo le ali a Tim in Borsa. Il titolo ha terminato la seduta ieri a Piazza Affari con un guadagno del 30,25% a 0,451 euro, rispetto agli 0,505 euro offerti da Kkr. Brillanti anche le azioni risparmio, che hanno chiuso con un +29,53% a 0,45 euro, sostanzialmente in linea con le ordinarie, le quali nella seduta hanno toccato un record si 0,459 euro verso le 16.45, tornando così sui valori di giugno. Il volume di scambio delle ordinarie è stato di 1.726.218.126 pezzi, per un controvalore di 758.218.374 euro, e per le risparmio di 418.444.326, per un controvalore di 185.630.659 euro. Ha beneficiato della proposta anche il socio di riferimento di Tim: Vivendi a Parigi guadagna il 2,99% a 11,38 euro ai massimi da due mesi.  

L’operazione si preannuncia lunga vista anche la decisione del Governo di dar vita ad un super comitato per affrontare il destino di Tim, maggiore infrastruttura tecnologica del Paese. La società è infatti soggetta ai poteri speciali, il cosiddetto Golden Power che consente allo Stato potere d’intervento in settori strategici (leggi qui). Il gruppo di lavoro creato dal Governo per seguire la vicenda Tim potrebbe riunirsi già in settimana, per fare un primo esame delle carte

E la politica guarda ovviamente con attenzione l’evoluzione della situazione. «A Tim, e quindi all’Italia — è il commento di Matteo Salvini, segretario della Lega, interpellato da Affaritaliani.itservono un partner e un piano industriale che valorizzino e rafforzino l’azienda, non un’operazione finanziaria che rischia di portare a uno spezzatino di una realtà così importante per il Paese. Inoltre, visti i non brillanti risultati degli ultimi mesi, il cambio ai vertici auspicato da più parti pare tema non più rinviabile».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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