
L’ad di Tim ha scritto una lettera ai consiglieri in vista della riunione di oggi, bollando come false le accuse di una sua presunta vicinanza al fondo Usa
Luigi Gubitosi è pronto a fare un passo indietro per favorire l’esame dell’offerta di Kkr. L’amministratore delegato di Tim mette a disposizione del Cda le sue deleghe in vista della riunione di oggi. «Al fine di favorire il processo decisionale da parte del consiglio, metto a disposizione del CdA le deleghe che mi avete conferito, per vostra opportuna valutazione. Se questo passaggio consentirà una più serena e rapida valutazione della non binding offer di KKR, sarò contento che sia avvenuto», ha scritto in una lettera inviata ai consiglieri.
E bolla come “totalmente fuori luogo e false” le accuse di una sua presunta vicinanza al fondo Usa. «Le non troppo velate accuse che mi sono state rivolte in relazione alla mia presunta vicinanza a KKR, oltre ad essere totalmente fuori luogo e false come ho ripetutamente fatto presente, non devono essere utilizzate strumentalmente per rallentare il processo di esame della indicazione di interesse, tentativo dal quale mi dissocio in modo netto – ha continuato. – Il nostro dovere è quello di tutelare gli interessi di tutti i nostri stakeholders, in particolare il mercato, di non privilegiare posizioni individuali e di agire nel rispetto rigoroso delle regole con rapidità per tutelare la stabilità della nostra società».
Il CdA avrà davanti a sé un ventaglio di opzioni che vanno dall’approvare la proposta, al rifiutarla, a chiedere ulteriori approfondimenti, all’ammettere Kkr a una due diligence sui conti. Stante la fase iniziale della proposta, lanciata come manifestazione di interesse, e i dissensi all’interno del board, sembra comunque improbabile che si decida di passare subito a una fase successiva. La situazione di incertezza attuale, che potrebbe tradursi in una risposta interlocutoria, è d’altronde ben fotografata dall’andamento del titolo in Borsa, salito in questi giorni sulle montagne russe.
Tutta da vedere anche la partita che la politica giocherà nella vicenda. Per ora restano agli atti le parole del premier, Mario Draghi, secondo cui il Governo valuterà tre elementi: la protezione dell’occupazione, la protezione della tecnologia, e quella dell’infrastruttura di rete.
Secondo alcuni inoltre si potrebbe ipotizzare una discesa in campo anche di Poste Italiane, al fianco di Cdp, che controlla il 9,8% di Tim. Tra le indiscrezioni circolate è emersa quella secondo cui Kkr avrebbe intenzione di scorporare in futuro la rete per offrirla a Cdp nei prossimi anni, in un percorso che avrebbe come sbocco la rete unica.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI
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