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Riforma del Fisco, Landini: “non siamo spettatori”

Sbarra: “vogliamo portare al tavolo le nostro valutazioni”. Critiche anche da parte del presidente di Confindustria Bonomi

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato la riforma del Fisco (leggi qui), in occasione della manifestazione dei lavoratori del Piemonte a Torino.

«La trattativa sul Fisco se c’è non può essere che ci convocano per dirci cosa ha deciso la maggioranza e per informarci. Il Governo e i partiti devono sapere che se pensano che questo è il rapporto con i lavoratori non si va da nessuna parte – ha esordito Landini. – Non siamo disponibili a fare da spettatori».

Ha proseguito: «per fare una vera riforma fiscale servono più di 8 miliardi, questi primi 8 devono cominciare ad aumentare i redditi da lavoro e da pensione a partire da quelli più bassi, non ci può essere un’operazione che tutela i redditi medio alti».

«Il Governo – ha, invece, aggiunto Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl sta ancora discutendo al proprio interno aspettiamo la convocazione perché vogliamo portare a quel tavolo le nostre valutazioni, le nostre elaborazioni e le nostre proposte. Considero questo primo stanziamento della Legge di stabilità un tassello in vista della discussione che dovremo fare con il governo sulla riforma complessiva radicale e strutturale del sistema fiscale e tributario. Dobbiamo ridurre le aliquote, abbassare gli scaglioni lavorare su detrazioni e no tax area per portare benefici a lavoratori dipendenti e pensionati».

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha così commentato: «tagliare il cuneo riducendo di due terzi i contributi a carico dei lavoratori e di un terzo quelli sulle imprese per più salario e competitività. Il Pnrr può dare crescita aggiuntiva di un punto e mezzo, ma servono provvedimenti per la ripresa del Pil. Sul taglio delle tasse, 8 miliardi sono pochi, ne servirebbero almeno 13, sull’Irpef non c’è reale sostegno alle fasce più deboli, lo sconto maggiore è sulla fascia reddito 40-45 mila euro, per le imprese non c’è nulla».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA / GIORGIO ONORATI

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