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Manovra: 8,3 miliardi per le spese edilizie e 2,8 per l’energia

La Corte dei Conti evidenzia però alcune storture dei provvedimenti legati alla condizione reddituale dei beneficiari

Quelle edilizie sono una delle voci di spesa più consistenti per questo Governo. Basti pensare che nella manovra di ottobre il Mef ha stanziato 37 miliardi di euro, di cui 15 per il solo superbonus 110%. A confermare questo dato anche la Corte dei Conti che, nel suo rapporto sulla finanza pubblica, traccia un resoconto sui fondi stanziati. Dai due miliardi del 2009 si è passati ai 6,7 miliardi nel 2018, fino ad arrivare agli 8,3 miliardi stimati per il 2021.

In termini di detrazioni, la spesa è passata dal 3,2% del 2009 al 9,6% del 2018 per quanto riguarda le spese edilizie, mentre se parliamo dei costi per la riqualificazione energetica, si passa da 1,1 miliardi di detrazioni del 2009 a una spesa stimata nel 2021 di 2,8 miliardi.

Due tipologie di sostegni di cui gli italiani hanno usufruito in larga parte: parliamo di 10 milioni di contribuenti che hanno avuto accesso agli sgravi fiscali per le spese edilizie e di 2,7 milioni che hanno invece sfruttato le detrazioni per la riqualificazione energetica.

C’è però un nodo che la Corte dei Conti non manca di mettere in luce: la condizione economica di chi effettivamente beneficia di questi bonus. Secondo l’organo le detrazioni per la ristrutturazione degli immobili è stata richiesta nel 60% dei casi dai proprietari più ricchi, mentre solo il 9% della platea di beneficiari appartiene alla metà meno abbiente della popolazione.

Un rapporto evidente anche nel campo delle detrazioni energetiche, utilizzate da “meno di un quarto dei contribuenti più ricchi e da meno del 2 per cento degli appartenenti alla metà più povera“, nonostante comunque le spese per il risparmio energetico siano aumentate “in tutte le classi di età e di reddito“.

Nella sua analisi la Corte dei Conti individua, fra le cause principali, di questa disparità economica, la difficoltà dei contribuenti appartenenti a fasce socio-economiche più basse di “accedere alle conoscenze necessarie per iniziare le pratiche di ristrutturazione e usufruire correttamente dei benefici“.

Queste valutazioni esortano il Parlamento a nuovi aggiustamenti sulla legge di Bilancio che, sebbene sia allo scadere, potrà ancora essere emendata fino al 31 dicembre, data ultima per la sua approvazione.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO

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