
Al primo posto l’ex moglie di Bezos MacKenzie Scott, seguita da Kamala Harris e Christine Lagarde
Tornano le classifiche di fine anno di Forbes, compresa una delle più attese: l’elenco delle 100 donne più potenti al mondo. Sul podio troviamo, in ordine crescente, Christine Lagarde che dal 2019 presiede la Bce, la vicepresidente Usa Kamala Harris e MacKenzie Scott, nota ai più come l’ex moglie di Jeff Bezos.
In questa 18esima edizione la rivista ha evidenziato dei cambiamenti rilevanti rispetto agli anni scorsi, registrando ad esempio il maggior numero di donne ceo dal 2015 (ben 40). Di contro, in classifica sono presenti due capi di stato in meno rispetto al 2020 e la stessa Merkel viene scalzata dal trono. Nella storia della classifica Forbes, l’ex cancelliera non è stata al primo posto per soli tre anni, ma trova comunque posto nella top 100 del 2021 (qui Mercurio ha ripreso il passaggio di consegne con il nuovo cancelliere Scholz).
Fra i debutti (20 in totale) troviamo la presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan (94esima) e Özlem Türeci, immunologa e co-fondatrice insieme al marito U?ur ?ahin di BioNTech. Altri nomi di spicco nella Top 100 sono la ceo di GM Mari Barra, prima donna al timone di una delle tre grandi case automobilistiche Usa e quarta in classifica, e Rosalind Brewer, attualmente l’unica donna di colore al comando di una società S&P 500 quale la Walgreens. Bene anche la “quotazione europea”, con due personalità di spicco in top 10: oltre a Lagarde, troviamo anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in ottava posizione.
MacKenzie Scott si è aggiudicata il primo premio per le risorse schierate in favore del suo impegno filantropico. In seguito al divorzio da Bezos, l’autrice ha ricevuto il 25% delle quote di Amazon e contestualmente ha firmato il Giving Pledge: un impegno a devolvere in beneficenza almeno metà del suo patrimonio. Nel 2020 Scott ha donato 5,8 miliardi di dollari a circa 500 organizzazioni no profit e nel 2021 altri 2,74 miliardi del suo patrimonio sono andati in beneficenza a 286 gruppi.
di: Marianna MANCINI
FOTO: REUTERS/DANNY MOLOSHOK
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