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Consiglio Ue, niente di fatto sul caro energia. Il vertice non trova l’accordo

Nessun incontro neanche sugli investimenti green. Sul Covid Von der Leyen annuncia: “da Pfizer 180 milioni di dosi adeguate”

Le misure per combattere il caro energia e assicurare la transizione verde dividono la Ue. I leader dei 27, dopo ore di trattive, non sono riusciti a trovare un accordo su uno dei temi più delicati e discussi di questi ultimi tempi ed hanno rimandato tutto a un prossimo appuntamento, facendo saltare il capitolo energia dalle conclusioni del summit. «Tutti i leader sono determinati a lavorare insieme per affrontare non solo a livello nazionale ma anche in modo più coordinato il dossier energia perché ha grandi effetti su famiglie e imprese e sulla competitività – ha spiegato al termine del vertice il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. – Ma due temi sono stati molto difficili nel dibattito di oggi: il primo riguarda il mercato dell’elettricità, specialmente il finanziamento dell’Ets, a causa dei sospetti di alcuni leader che ci siano delle speculazioni. Il secondo punto è la tassonomia, che è una decisione della Commissione ma non è un segreto che ci sono diverse opinioni al tavolo. Per questo oggi non è stato possibile raggiungere un accordo ma ci torneremo».

Le divergenze in effetti non sono poche. Già al suo arrivo al vertice il premier spagnolo, Pedro Sanchez, aveva dichiarato che l’apertura della Commissione europea all’acquisto e stoccaggio comuni di gas (come proposto anche dall’Italia) è un buon passo “ma non è sufficiente“. Ha quindi richiamato alla “riforma del mercato dell’elettricità“, in particolare sul ruolo del gas nella definizione del prezzo dell’elettricità all’ingrosso. Una richiesta che trova il favore anche di Italia, Francia, Grecia e Romania.

Sul versante opposto invece, Germania, Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lituania, Lettonia e Paesi Bassi, convinti che “i prezzi caleranno nei prossimi mesi” e non vedono la necessità di interventi strutturali sul mercato.

I Paesi dell’Est, Polonia in testa, accusano il sistema ETS – quello alla base del mercato delle emissioni – di essere non solo soggetto a speculazioni eccessive, ma anche di creare difficoltà improprie al sistema economico, specie nella prospettiva degli interventi che dovranno essere fatti per la lotta ai cambiamenti climatici. 

L’altro fronte è la tassonomia, ossia la classificazione degli investimenti green. La Commissione la dovrebbe presentare il 22 dicembre. Ma anche in questo caso gli Stati Ue non hanno la stessa visione su cosa sia green e cosa no. A partire dal nucleare che vede divisi Francia (forse sostenitrice) e Germania (che ha chiuso tutte le sue centrali). «Abbiamo un percorso diverso su come arrivare alle emissioni zero – ha dichiarato il cancelliere Olaf Scholz nella conferenza stampa con il presidente francese, Emmanuel Macron. – Noi abbiamo deciso tempo fa di fare senza energia nucleare. È importante che ogni Paese possa perseguire il proprio approccio senza che l’Europa si disunita di conseguenza».

Ma al summit si è parlato anche di Covid e del coordinamento delle misure prese a livello nazionale. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato un accordo con Pfizer per avere in tempi rapidi 180 milioni di dosi di vaccini adeguati a combattere Omicron. Mentre Michel ha ribadito che per i singoli Paesi è “possibile” adottare misure aggiuntive, ma è importante anche che ci sia il necessario coordinamento a livello Ue.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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