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Turismo organizzato a -80%, a rischio 500mila posti di lavoro

Agenzie di viaggio e tour operator alzano la voce in vista della scadenza degli ammortizzatori sociali di emergenza

Il turismo continua a seguire un andamento oscillante. Se da un lato, come abbiamo visto qui, il luxury travel continuerà a crescere anche nel 2022, altri comparti del settore sono invece ancora nel pieno della crisi portata dalla pandemia. Parliamo, nello specifico, del turismo organizzato: “in assenza di urgenti interventi economici e finanziari si stimano chiusure pari ad oltre il 50% delle imprese attive“, oltre alla perdita di 40mila posti di lavoro per Agenzie di viaggio e Tour operator.

A lanciare l’allarme sono, nello specifico, Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio (Fto), Federturismo Confindustria (Aidit) , Confindustria Viaggi (Astoi), Assoviaggi Confesercenti, Fiavet Confcommercio e Maavi Conflavoro; tutte queste associazioni di categoria hanno inviato una lettera congiunta a Draghi e ai vertici di Mise, Lavoro e Turismo avanzando le loro preoccupazioni per il settore.

I dati che corredano la missiva sono preoccupanti: il turismo organizzato è passato dai 13,3 miliardi di indotto del 2019 a un calo del 70% nel 2020 e dell’80% nel 2021. La matrice del problema starebbe anche e soprattutto nel blocco dei viaggi internazionali tanto in entrata quanto in uscita che, con la variante Omicron, hanno subito un ulteriore freno.

Tra le misure invocate al premier Draghi ci sono “necessari aiuti economici” e la proroga della cassa in deroga, “misure indispensabili per la stessa sopravvivenza delle imprese” che le associazioni invitano a discutere con l’apertura di un tavolo interministeriale.

Le restrizioni imposte per le festività natalizie non fanno che infierire l’ennesimo colpo al settore, già prostrato da due anni di incertezze. Secondo Fisascat Cisl sono a rischio le famiglie di oltre 500mila lavoratori.

A suscitare preoccupazione è anche la prossima scadenza, al 31 dicembre, dell’accesso agli ammortizzatori sociali di emergenza che, secondo la sezione della Cislevidenziano la necessità di una proroga al 30 giugno 2022 delle attuali tutele“. Un investimento sul futuro che consentirà al settore “la ripresa delle attività in sicurezza quando la fase di picco della pandemia sarà superata“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

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