Questo mese si vedranno i primi effetti delle novità introdotte nella legge di Bilancio, dall’assegno unico universale alla riforma dell’Irpef
Stanno per vedere la luce i primi effetti della riforma fiscale e dell’introduzione dell’assegno unico universale (di cui abbiamo parlato anche qui). Alcuni analisti hanno parlato di una vera e propria “nuova era” per le buste paga di milioni di italiani.
In particolare, sortiranno i loro effetti gli scaglioni Irpef, le aliquote applicate e il calcolo delle detrazioni da lavoro dipendente, tutte novità contenute nella legge di Bilancio entrata in vigore il primo gennaio 2022. Un riepilogo delle misure introdotte è disponibile sulla piattaforma del Dipartimento dell’Amministrazione Generale del personale e dei servizi del Mise NoiPa.
La prima novità riguarda dunque le aliquote Irpef, passate da cinque a quattro (lo abbiamo visto anche qui). La prima, per redditi fino a 15mila euro, è invariata al 23%; la seconda fascia va dai 15mila agli 28mila ed è stata abbassata al 25%; la terza per redditi fino a 50mila è passata al 35% e la quarta è fissa al 43%.
In merito alle detrazioni da lavoro dipendente, la prima soglia di reddito cui si applica la detrazione passa dagli 8mila ai 15mila euro; la componente fissa della detrazione della seconda soglia, da 15mila a 28mila euro, passa da 978 a 1.910 euro. Viene inoltre modificata “modalità di calcolo della componente variabile, che è pari a 1.190 euro per un reddito di 15mila euro e che decresce, all’aumentare del reddito, fino ad annullarsi raggiunti i 28mila euro“.
Per quanto riguarda la terza e ultima soglia di reddito per la quale spetta la detrazione, come si legge sul sito, “si abbassa da 55mila a 50mila euro; tuttavia la detrazione massima per tali redditi passa da 978 a 1.910 euro. In particolare, tale detrazione ammonta a 1.910 euro per redditi pari a 28mila euro e decresce fino ad annullarsi alla soglia dei 50mila euro. Infine è stato previsto un aumento di 65 euro della detrazione applicabile, specificamente, alla fascia di reddito tra 25mila e 35mila euro“.
Parallelamente, assisteremo a una rimodulazione del trattamento integrativo che continuerà ad essere corrisposto nel cedolino per i redditi fino a 15mila euro; per la fascia fino a 28mila euro “tale beneficio potrà essere riconosciuto, in presenza di determinati presupposti previsti dalla norma, in sede di dichiarazione dei redditi“.
La legge di Bilancio ha anche ampliato l’entità degli sgravi contributivi per i lavoratori dipendenti, con un taglio dello 0,8% delle trattenute a titolo di contributo previdenziale per il 2022, solo per chi ha una retribuzione imponibile previdenziale fino a 35mila euro all’anno (pari a 2.692 euro lordi al mese).
Abbiamo già parlato anche degli effetti dell’assegno unico universale, il sostegno che incorpora tutte le prestazioni per la genitorialità e la natalità. L’assegno viene riconosciuto per ciascun figlio dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno (non ci sono limiti di età per i figli disabili).
Previa apposita domanda, l’Inps erogherà il contributo “a partire dallo stipendio di marzo 2022“. Rimane valido “il termine di cinque anni per chiedere eventuali arretrati degli assegni al nucleo familiare, per nuclei con figli spettanti fino al 28 febbraio 2022, che potranno essere erogati nel cedolino dello stipendio“.
Gli assegni per i nuclei familiari senza figli invece “continueranno ad essere erogati nel cedolino da NoiPA“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: PIXABAY
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